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Lupi, De Ferrari a Mai: “Con l’immediata applicazione del piano nazionale si possono salvare capre (cavoli) e lupi”

"Grazie alla presenza del lupo è possibile naturalmente ed ecologicamente ridurre il numero di cinghiali, daini e caprioli"

Regione. “Ieri, in consiglio regionale, abbiamo contrastato con tutte le nostre forze l’ordine del giorno della Lega che rilanciava (sic!) gli abbattimenti dei lupi, presentando un nostro contro ordine del giorno di tutela e di rilancio del Piano lupo nazionale previsto dal ministro dell’ambiente M5S Sergio Costa”. Lo dichiara il consigliere regionale Marco De Ferrari replicando alla nota dell’assessore Stefano Mai.

“Si possono infatti salvare capre (cavoli) e lupi. Grazie alla presenza del lupo è possibile naturalmente ed ecologicamente ridurre il numero di cinghiali, daini e caprioli – continua De Ferrari – È possibile quindi far tendere a zero i danni da ungulati nell’entroterra e tutelare definitivamente i nostri agricoltori. A questa giunta, ricordiamo che sono passati più di 130 giorni ormai dall’annuncio ufficiale e definitivo del nuovo Piano Lupo da parte del ministro dell’ambiente M5S Sergio Costa. Che cosa aspetta ancora la Regione Liguria ad applicarlo nella sua interezza? Il Piano Lupo, purtroppo, per l’immobilismo cronico e complice della maggior parte delle Regioni, Liguria compresa, a oggi risulta ancora fermo al palo”.

“Il Piano prevede l’applicazione di 22 azioni ecologiche e incruente, costruite da Ispra, organo scientifico nazionale: esclude per sempre gli abbattimenti di questo prezioso predatore e permette di pianificare una strategia di coabitazione perfetta e in equilibrio ecologico con il lupo. Come ha ricordato correttamente Enpa Savona in un suo recente comunicato, infatti, ‘il lupo, come tutti i predatori, è un animale opportunista che caccia le prede più facili. Rendergli dunque difficile o impossibile avvicinarsi alle attività agricole semplicemente con l’uso di recinzioni debolmente elettrificate e cani pastore (la cui efficacia è stata già trasversalmente dimostrata) lo si costringe a fare il suo lavoro più naturale’, ossia predare cinghiali, daini e caprioli, contribuendo così anche alla loro drastica riduzione numerica. Ma (e forse è proprio questo il problema), abbiamo il sospetto che ridurre per vie ecologiche e naturali il numero degli ungulati possa andare in contrasto con le richieste dei cacciatori”.

“Ora la giunta Toti, grazie al nostro ordine del giorno (illustrato ieri e da approvare a fine mese), ha un’occasione unica per dichiarare pubblicamente da che parte si schiera: se la prossima seduta respingerà il nostro ordine del giorno, farà l’ennesimo regalo ai cacciatori, a danno degli agricoltori; se invece lo approverà, sarà dalla parte degli agricoltori. Di certo, noi stiamo con gli agricoltori. E stiamo dalla parte di un’informazione corretta e priva di ingiustificati allarmismi, come quella che paventa possibili attacchi del lupo alla specie umana”.

“Dal 2007 a oggi in Italia sono state contate (grazie al lavoro encomiabile di raccolta dati dell’Associazione vittime della caccia) 1343 vittime umane per proiettili vaganti o fucilate improvvise. Da almeno due secoli a questa parte, invece, non c’è traccia invece di attacchi del lupo all’uomo: ossia da quando sono iniziate le serie storiche. Le serie ‘fantasy’, quelle di Cappuccetto rosso per intenderci, lasciamole invece a chi se le vuole credere”.

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