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Lo studio come il calcio: esige impegno, costanza e applicazione quotidiana

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

Con l’estate sono arrivati puntualmente i verdetti, sia quelli sportivi sia quelli scolastici, e fra poco si ricomincia: la scuola che accresce mente e conoscenze, lo sport fisico e salute.

Per un intero anno le due attività andranno avanti, ciascuna secondo i propri ritmi e percorsi, a volte intrecciandosi, a volte ignorandosi, a volte scontrandosi, sempre comunque alla ricerca di buoni risultati e migliori prestazioni, fino al traguardo finale.

Pur nella loro autonomia, scuola e sport (in questo caso il calcio) hanno molto in comune: condividono logica e obiettivi, puntando entrambi a sollecitare il giovane a dare il meglio di sé, sviluppare le sue qualità e andare il più lontano possibile. Ambedue si basano sul rispetto delle regole, sul confronto leale, sul riconoscimento dell’impegno e del merito. Entrambi mettono il ragazzo o la ragazza costantemente alla prova alzando, nel tempo, l’asticella da superare.

Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia con una nota ufficiale ha voluto incoraggiare i tanti giovani calciatori che si apprestano ad affrontare una nuova impegnativa stagione: “Si avvia la ripresa dell’anno scolastico e desidero inviare il mio più sentito augurio a tutti coloro che si accingono a tornare sui banchi di scuola o ad intraprendere la carriera universitaria. Lo studio è come il calcio: esige impegno, costanza e applicazione quotidiana e rappresenta un elemento essenziale di crescita e di formazione. La cultura è strumento e fine per realizzare campioni di vita e di conoscenza. A tutti i giovani, calciatrici e calciatori, ricordo che il sapere è una conquista, un valore individuale e un dovere sociale ma il sapere richiede anche un approccio serio e attento per costruire il proprio patrimonio di competenze. Un augurio anche agli insegnanti e al corpo non docente per il lavoro che, come sempre, sarà fondamentale e impegnativo. Buon anno scolastico a tutti con l’auspicio delle migliori soddisfazioni”.

Da parte nostra aggiungiamo come non abbia senso contrapporre scuola e sport, della serie: “se il figlio va male a scuola spesso i genitori addossano la colpa anche all’attività sportiva”. Reputiamo sia un errore in quanto è estremamente opportuno coltivare entrambi gli ambiti, in parallelo. Sappiamo che esistono e che peretanto vanno coltivate intelligenze diverse, non solo quella di tipo cognitivo: quella emotiva, quella sociale, quella motorio spaziale, le quali sono egualmente importanti per la crescita. Scuola e sport operano entrambe nello sviluppare l’autostima, la fiducia in se stessi e la resilienza, ovvero la capacità di tollerare lo stress e reagire positivamente a difficoltà e insuccessi.

Non ha senso, né particolare efficacia educativa, contrapporli o usare l’uno quale carota per l’altro. Piuttosto esse consentono di offrire maggiori opportunità, percorsi ed esperienze. Lo sport non solo non distrae dalla scuola ma, al contrario, crea nuove opportunità.

Ricordate: le esigenze di recupero nello studio non si favoriscono negando l’attività calcistica, così come una deludente stagione sportiva non porta a impedire di leggere un libro o guardare un buon film.Chi pensa che sia totalmente vera la leggenda metropolitana secondo la quale: chi sogna di diventare calciatore perde di vista progetti futuri più realistici, si sbaglia di grosso.

Ed è compito delle famiglie, degli istruttori, ma anche degli insegnanti, fare in modo che le nuove generazioni non perdano il contatto con la realtà. La scuola aiuta alla crescita culturale, educativa, formativa, anche sociale, ma anche il campo di calcio può essere maestro di vita quotidiana.Fare bene l’una e l’altra cosa si può eccome.

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