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Il rapporto tra Finale e i Savoia raccontato da Fabrizio Marabello in un libro sull’unione della Liguria al Regno di Sardegna

Negli atti del convegno “Verso la 'più grande Italia', Liguria e Regno di Sardegna uniti dopo il Congresso di Vienna”

Finale Ligure. Recentemente sono stati pubblicati gli atti di un importante convegno svoltosi a Torino nel 2015 a “Palazzo Lascaris” (nell’aula del consiglio regionale del Piemonte) dal titolo: “Verso la ‘più grande Italia’, Liguria e Regno di Sardegna uniti dopo il Congresso di Vienna”.

Il volume dal titolo “L’unione della Liguria al Regno di Sardegna. Scambi, confronti, percorsi verso ‘la più grande Italia’”, curato da Albina Malerba e Gustavo Mola di Nomaglio, ed edito dal Centro Studi Piemontesi con sede a Torino, raccoglie gli interventi di autorevoli storici e giornalisti con l’obiettivo di fare un punto storiografico sulle luci, ombre, prospettive e sviluppi dell’unione ligure-piemontese.

Caduto Napoleone Bonaparte, le potenze europee, si riunirono a Vienna (1814-1815) e tentarono di ristabilire, per quanto ancora possibile, gli assetti anteriori. Ebbe così inizio l’epoca della Restaurazione, oggi al centro, sul piano internazionale, di rivisitazioni storiografiche che non ammettono più la vulgata, sin qui imposta, incondizionatamente negativa. Nel Congresso di Vienna, si decise il rafforzamento, tornata Casa Savoia sul proprio trono, del Regno di Sardegna, attraverso l’unione a esso di Genova e del “Genovesato”. Alcuni lungimiranti contemporanei preconizzarono che, sotto la guida sabauda, tale unione potesse esercitare una potente influenza sui futuri assetti italiani.

All’evento culturale, in qualità di relatore, diede il suo contributo anche il savonese Fabrizio Marabello (studioso di storia sabauda, socio e collaboratore del Centro Studi Piemontesi) con la tesi dal titolo: “Sovrani e ospiti. Antiche relazioni dei Savoia col Finale: da Worms ai De Raymondi”.

“E’ stato un lavoro molto intenso e gratificante alla scoperta di presenze sabaude nel nostro territorio. Un doveroso ringraziamento per aver dato un contributo alla mia ricerca lo devo innanzitutto al conte Gustavo Mola di Nomaglio. Ringrazio, inoltre, Lorenzo De Raymondi, il prof. Nicolangelo D’Acunto dell’Università Cattolica di Milano e Brescia, Flaminio e Marco Richeri Vivaldi Pasqua, Luigi Alonzo Bixio, Federica Barbaroux, Lauro Del Conte, Alessandro Garulla e Giuseppe Testa. Nei prossimi giorni mi recherò dal sindaco di Finale Ligure per consegnare una copia del libro da donare alla Biblioteca Mediatica Finalese” e dal governatore della regione Liguria per proporre un gemellaggio culturale con il Piemonte a duecento anni dagli avvenimenti.

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