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Finale, la seconda giornata di Mare Inquieto: premio Gallesio ai coniugi Piacenza, Inquieto dell’Anno a Natalia Aspesi evento foto

Previste anche una passeggiata nella Faggeta del Melogno al mattino e la presentazione del volume La Pietra di Finale al pomeriggio

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Finale Ligure. Prosegue anche domani Mare Inquieto, la manifestazione organizzata a Finalborgo dal Circolo degli Inquieti di Savona con l’assegnazione dei due premi creati dal Circolo, il Premio Gallesio, destinato ad una (o più) personalità che si sia distinta nell’ambito naturalistico (specificamente botanico) e il Premio Inquieto dell’Anno.

Sabato la giornata prende avvio al Colle del Melogno, per una passeggiata aperta a tutti nell’omonima Faggeta, una fra le più grandi in Europa. Il ritrovo è nel piazzale antistante il locale ‘Il Rifugio’ da cui i partecipanti, accompagnati dai due botanici Ursula Salghetti Drioli Piacenza e Guido Piacenza insieme ad alcuni soci del Circolo, si recheranno all’interno della Faggeta. La visita si lega al tema portante della manifestazione in quanto da sempre, l’entroterra ligure e i suoi boschi, sono stati utilizzati dagli abitanti per la realizzazione di barche e navi grazie a cui la Liguria è stata, nel corso del tempo, una delle maggiori potenze navali, e a seguire, porto di partenza per commerci con l’intero mondo.

Alle 15.30, la manifestazione ritorna a Finalborgo, all’interno dell’Auditorium di Santa Caterina, dove il Museo Archeologico del Finale, il Museo Diffuso del Finale e l’Istituto Internazionale di Studi Liguri sez. Finalese presentano il volume La Pietra di Finale. Una risorsa naturale e storica del Ponente Ligure. La pietra di Finale è frutto dell’affioramento di parte di ambienti del mare miocenico dal quale, tra 28 e 11 milioni di anni fa, si formò. Nel corso dell’incontro ne verrà illustrato l’utilizzo nei vari periodi storici, partendo dalla Preistoria e soprattutto dall’Età romana e tardoantica, quando venne adoperata per la produzione di tipici sarcofagi diffusi in tutta la Liguria tra V e VII secolo.

Nel Medioevo venne impiegata per la costruzione di importanti edifici rinascimentali da parte dei Del Carretto tra la metà del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento; nell’Età moderna venne poi usata a Genova in prestigiosi edifici civili e religiosi riconducibili alle grandi famiglie dell’aristocrazia locale. Infine, verranno ripercorse le vicende delle principali figure che tra Ottocento e Novecento segnarono le vicende estrattive di questi materiali e il loro impiego da parte di prestigiosi nomi dell’architettura e della scultura italiana del XX secolo, quando la Pietra di Finale conobbe una diffusione che raggiunse anche altri continenti.

In occasione poi delle Giornate Europee del Patrimonio 2019, sabato 21 e domenica 22, dalle 15 alle 20, il Comune di Finale Ligure in collaborazione con il Museo Diffuso del Finale, aprirà al pubblico il Teatro Aycardi di Finalborgo. Ingresso libero.

Alle ore 17.00 sempre in Auditorium, l’avvocato Alessandro Bartoli, del Circolo degli Inquieti, presenterà al pubblico i coniugi Piacenza, a cui verrà assegnato il Premio Gallesio.

Ursula Salghetti Drioli Piacenza si laurea in scienze naturali a Pisa, conseguendo il dottorato in biologia marina e algologia. Fin da bambina si appassiona alle piante, occupandosi del giardino di famiglia a Livorno. Dopo il matrimonio con Guido Piacenza si è dedicata a tempo pieno allo storico giardino di famiglia di Boccanegra a Ventimiglia, creato da Ellen Willmott all’inizio del Novecento. È vicepresidente dell’Associazione Amici dei Giardini Hanbury. Nel 2019 la Royal Horticultural Society le ha conferito la prestigiosa Veitch Memorial Medal.

Guido Piacenza a partire dal 1966 si occupa di piante e botanica seguendo la passione del padre Felice. Allievo di Sir Harold Hillier, ha costituito il Mini Arboretum di Pollone e il Centro Botanico di Milano con Angelo Naj Oleari. Tra i suoi clienti: Giulio Einaudi, Ottavio Missoni, Lady Walton, i Giardini Vaticani. È stato presidente del Parco della Burcina per oltre dodici anni, vice presidente dell’International Dendrology Society, scrive articoli di botanica e giardinaggio per diverse riviste tra cui Gardenia dal 1984.

A chiudere la seconda giornata di Mare Inquieto, alle 20.45 in Auditorium, l’evento clou della manifestazione: l’assegnazione a Natalia Aspesi del Premio Inquieto dell’Anno; a consegnare il premio, un piccolo drappo di lino con il “titolo” sovraricamato, contenuto in una pentola di terracotta sghimbescia schiacciata da un lato e con i manici disposti in modo irregolare, il presidente del Circolo degli Inquieti, Paolo De Santis.

Natalia Aspesi nel corso della serata dialogherà con Cristiana di San Marzano, giornalista che ha lavorato per diversi settimanali come caporedattore e inviata, oltre che per quotidiani e per la Rai e che fa parte del gruppo di giornaliste-scrittrici Controparola.

Natalia Aspesi, giornalista e scrittrice italiana, ha iniziato la propria carriera collaborando con il quotidiano La notte; in seguito ha scritto per Il Giorno. Ha poi raggiunto notevole popolarità come critico cinematografico per La Repubblica e, a partire dagli anni Novanta, affiancando alla critica cinematografica militante la rubrica Questioni di cuore su Il Venerdì di Repubblica. Penna arguta del giornalismo, Natalia Aspesi è anche una nota scrittrice fortemente impegnata su tematiche femminili e sociali; fra le molte sue pubblicazioni: La donna immobile (1973), Lui! Visto da lei (1978), Vivere in tre (1981), Il lusso e l’autarchia (1982) sulla storia della moda durante il regime fascista, Questioni di amore. Amori e sentimenti degli italiani all’ombra del Duemila (1994). Nel 1996 è stata insignita con l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

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