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Confartigianato: “Il Mepa fatica a decollare in Liguria”. Nel savonese 564 imprese abilitate

In Liguria il trend del primo semestre dell'anno mostra luci e ombre se confrontato con i principali risultati del 2018

Liguria. Il rapporto tra pubblica amministrazione e imprese locali liguri sul Mepa, il Mercato elettronico della PA, fatica a decollare in Liguria: il trend del primo semestre dell’anno mostra luci e ombre se confrontato con i principali risultati del 2018.

Secondo l’ultimo aggiornamento Mef-Consip, tra gennaio e giugno 2019, nella nostra regione il 46,14 per cento di poco più di 67,5 milioni di euro di acquisti da parte della pubblica amministrazione ha riguardato fornitori locali (46 per cento nel 2018). Un valore che mantiene la nostra regione al sestultimo posto in Italia. Le vendite dei fornitori in questi primi sei mesi dell’anno hanno raggiunto un valore di circa 45,34 milioni di euro, il 68,99 per cento verso le PA locali (in incremento rispetto al 65 per cento registrato a fine 2018).

Complessivamente, in Liguria, i fornitori abilitati sulla piattaforma sono 2.905, mentre quelli effettivamente attivi sono 1.218 (l’anno scorso erano 2.640 quelli abilitati e 1.527 gli attivi). I punti ordinanti attivi delle amministrazioni, quelli cioè che hanno potere di spesa e che hanno effettuato almeno un acquisto nel periodo di riferimento, sono 1.095.

In Italia sono oltre 119 mila i fornitori presenti sul Mepa, di cui quasi 44.500 gli attivi, per un totale di oltre 2 miliardi di ordinato nel semestre e più di 280 mila transazioni.

“Restiamo tra i fanalini di coda d’Italia, nonostante qualche cosa si sia mosso in questi ultimi mesi, per esempio in termini di incidenza di vendite verso la PA – commenta Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – Ma c’è ancora un ampio margine di crescita nell’adozione di una piattaforma che garantisce opportunità a entrambe le parti: da un lato, le piccole imprese possono partecipare agli appalti pubblici avvalendosi di procedure veloci e trasparenti; dall’altro, lo strumento consente alla pubblica amministrazione di avvalersi di beni e servizi di qualità locale. Rinnoviamo quindi l’invito alle imprese liguri a iscriversi e utilizzare il sistema, rivolgendosi alle nostre sedi territoriali per ricevere informazioni e assistenza”.

Osservando i dati nelle singole province, a Savona le imprese abilitate sono 564, di cui 234 attive. Le vendite sfiorano gli 8,5 milioni di euro (il 64,68 per cento verso la PA locale, in lieve calo sul 66 per cento del 2018), mentre gli acquisti della pubblica amministrazione superano di poco i 14 milioni: di questi, il 38,9 per cento dai locali (in lieve aumento rispetto al 37 per cento del 2018). Le principali categorie di prodotto: lavori di manutenzione (3,3 milioni), gestione degli immobili (1,26 milioni), informatica, elettronica e telecomunicazioni (1,24 mln).

Genova registra i numeri più alti in termini di vendite totali dei fornitori (quasi 25,4 milioni di euro) e di acquisti totali delle pubbliche amministrazioni (33,5 milioni). Il 48,6 per cento delle vendite sono state effettuate a PA locali (in crescita di circa 4 punti base sul 2018), il 36,8 per cento degli acquisti sono stati fatti da fornitori locali (in linea con il 37 per cento del 2018). I fornitori abilitati sono 1.616, quelli attivi sono 658. I P.O. attivi nella provincia sono 477. Tra le principali categorie merceologiche scambiate sulla piattaforma, sanità, ricerca e welfare (5,3 milioni), informatica, elettronica e telecomunicazioni (4,8 mln) e lavori di manutenzione (4,5 mln).

Alla Spezia si contano 386 fornitori presenti sulla piattaforma, di cui 186 attivi. Le vendite superano di poco i 7 milioni di euro, di cui il 78 per cento destinate alle amministrazioni locali (in aumento di ben 10 pb). La PA ha acquistato per circa 11,8 milioni, di cui il 47 per cento da imprese del territorio (in aumento di 12 punti base rispetto al dato del 2018, 35 per cento). Tra le principali categorie merceologiche, lavori di manutenzione (1,7 milioni), alimenti, ristorazione e buoni pasto (1,5 mln) e prodotti, materiali e consumabili (quasi 842 mila euro).

A Imperia, infine, sul Mepa sono iscritti 339 fornitori, di cui 140 attivi. Le vendite hanno superato i 4,3 milioni di euro (il 68,69 per cento verso PA locali, dato in aumento di 14 pb rispetto a fine 2018), mentre gli acquisti delle amministrazioni hanno superato di poco gli 8 milioni di euro: il 36,9 per cento da fornitori locali, dato in linea con quello di fine 2018. La maggior parte dei prodotti-servizi scambiati nell’imperiese riguarda il settore dell’informatica, elettronica e telecomunicazioni (poco più di 1 milione di euro), lavori di manutenzione (951 mila euro) e gestione degli immobili (638,5 mln).

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