Cinghiali, dopo la morte di un anziano la Regione corre ai ripari: "Situazione insostenibile, aperto tavolo di crisi" - IVG.it
Gravi rischi

Cinghiali, dopo la morte di un anziano la Regione corre ai ripari: “Situazione insostenibile, aperto tavolo di crisi”

L'assessore Stefano Mai interviene a seguito dell'incidente accaduto a Rovegno: due bandi per finanziare strumenti di arginamento dei cinghiali

Cinghiali Verdi Savonesi

Liguria. “Per prima cosa voglio fare le mie condoglianze ai parenti della vittima e manifestare la mia vicinanza. Il cinghiale è un animale selvatico, quindi pericoloso per l’uomo. Va contenuto”. Parole dell’assessore all’agricoltura Stefano Mai dopo l’incidente nel genovese costato la vita ad un anziano, aggredito da un cinghiale che era entrato nel suo orto.

“La situazione in Liguria non è più sostenibile. Serve un intervento coordinato a livello nazionale. Gli strumenti che abbiamo non sono sufficienti”.

“A giorni apriremo un tavolo di crisi per i cinghiali e la fauna selvatica nel suo complesso”.

L’assessore Mai ribadisce la gravità della situazione cinghiali in Liguria: “La popolazione che ha a che fare con i cinghiali è esasperata. Non solo procurano enormi danni all’agricoltura e all’allevamento, ma orami è diventato quasi impossibile anche solo coltivare un orto per autoconsumo. Abbiamo bisogno di nuovi strumenti. Come Regione Liguria abbiamo già attivato tutti gli interventi possibili ma non sono sufficienti”.

“La Liguria ha il 75% del territorio boscato. I boschi arrivano fino alla costa. Questo permette ai cinghiali di proliferare e di muoversi ovunque, arrivando senza problemi in città dove trovano facilmente cibo vista la presenza dei rifiuti urbani. Inoltre ci sono irresponsabili che alimentano questi animali, gravando sull’equilibrio dell’ecosistema, cambiandone le abitudini e portandoli sempre più ad avere confidenza con l’uomo”.

Come ribadisce l’assessore Mai, serve un intervento nazionale con il ripristino della figura dei coadiutori al controllo, all’interno della legge 157/92. Le Regioni sono inascoltate. “Sono tre anni che abbiamo approvato in Commissione Politiche agricole a livello nazionale, con l’unanimità di tutte le Regioni, la richiesta di modificare almeno l’articolo 19 della legge 157 per avere i coadiutori a supporto per il controllo di questi animali. Si tratta di una legge vecchia 30 anni che andrebbe rivista integralmente, invece sono tre anni che la proposta è ferma a Roma. La scellerata e miope politica animalista di certi ministri, sta rendendo la situazione non più accettabile. Quando con le provincie avevamo 81 agenti provinciali sul territorio, questi erano aiutati da circa 5mila cacciatori coadiutori. Oggi abbiamo unicamente 25 agenti regionali che possono occuparsi del problema. Come Regione Liguria abbiamo provato ben due volte, con due leggi regionali, a reintrodurre i coadiutori, ma le leggi ci sono state bocciate dalla Corte Costituzionale perché questa legislazione non è di competenza delle Regioni. Allora serve un intervento nazionale. Il Governo non può stare a guardare facendo soccombere i cittadini, le aziende e le istituzioni sotto questo problema. Porterò nuovamente questa istanza a tutti i tavoli istituzionali”.

Da Regione Liguria, annuncia l’assessore Mai, presto due bandi per finanziare strumenti di arginamento dei cinghiali: “Entro il mese apriremo il primo bando della misura 4.4 del Programma di Sviluppo Rurale con cui metteremo a disposizione 1 milione di euro per le recinzioni elettriche e i cani da guardiania. Entro l’anno apriremo il secondo bando sempre della 4.4 con un altro milione di euro per finanziare l’istallazione di recinzioni metalliche. Tutto quello che possiamo fare, ripeto, lo facciamo”.

Nei giorni scorsi, inoltre, sono state depositate oltre 500 firme alla Città Metropolitana di Genova di cittadini della Valle Sturla che chiedono di risolvere immediatamente il problema dei cinghiali sul territorio.

Il tema della fauna selvatica è stato anche al centro del roadshow della Cia – Confederazione Italiana Agricoltori -, che si è svolto a Sassello nell’ambito del tour “Il Paese che vogliamo”, con l’associazione che ha chiesto una nuova e più efficace strategia per contenere l’invasione di ungulati nei terreni.

“Un tragico incidente – afferma il presidente Toti – che evidenzia come la situazione in Liguria non sia più sostenibile: serve un intervento a livello nazionale da parte del governo per risolvere questo problema, che provoca ingenti danni a cittadini, aziende e istituzioni costretti a fare i conti con i danni e gli incidenti, anche mortali come in questo caso, provocati da questi animali”.

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