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Albenga, il Comitato Territoriale all’attacco sul Puc: “Non rispettate le prescrizioni indicate dalla VAS”

Lettera indirizzata al Comune e alla Regione Liguria

Albenga. Critiche dal Comitato Territoriale di Albenga al Puc comunale, con diretto riferimento alle prescrizioni raccolte nel parere motivato del procedimento VAS. Le problematiche evidenziate sono state oggetto di una missiva indirizzata tanto al Comune di Albenga quanto alla Regione Liguria.

“Dallo stato attuale dell’ambiente e dall’analisi condotta emerge come il fragile ecosistema della piana di Albenga sia sottoposto a pressioni che paiono già ad oggi superare la sua capacità di carico: prelievi idrici oltre la capacità di ricarica dell’acquifero e immissioni di inquinanti superiori alle naturali capacità di autodepurazione (che portano a cuneo salino, stato qualitativo e quantitativo scadente delle acque di falda), progressiva erosione del suolo agricolo e artificializzazione degli ambiti perifluviali a causa delle dinamiche insediative e di conseguenza quota significativa della popolazione e delle strutture esposte a rischio, frammentazione e perdita di biodiversità per il confinamento progressivo degli ambiti naturali residui in particolare degli ambienti umidi” sottolinea il Comitato albenganese.

“Il Puc si inserisce quindi in un contesto difficile ove lo stato delle risorse ambientali è elemento strettamente condizionante. Il punto di forza del piano è un’analisi ambientale approfondita e dettagliata che non si esime dall’indicare chiaramente in descrizione fondativa e nel rapporto ambientale le principali criticità presenti sul territorio. Tali criticità (trovano spesso un’attenta risposta di dettaglio alla scala edilizia ma ) non trovano però una risposta strategica nell’ambito del piano le cui consistenti previsioni insediative, eccessive rispetto ai reali dati demografici ed economici, portano ad impatto complessivo in termini ambientali estremamente elevato e non giudicabile sostenibile. Inoltre alla chiarezza del quadro conoscitivo non corrisponde altrettanta definizione delle previsioni; le principali scelte interessanti il territorio comunale rimangono indeterminate non consentendo un’esaustiva valutazione cumulativa degli impatti ambientali. Il piano deve dunque essere rivisto come dettagliato in istruttoria in termini di maggior sostenibilità e chiarezza”.

Il Comitato Territoriale ha analizzato i documenti relativi alle modifiche apportate dall’amministrazione comunale: “La previsione del Puc non trova riscontro a vari livelli: demografico, in quanto ad Albenga si è avvertita una crescente diminuzione degli abitanti; urbanistico, a motivo del maggior abbandono dei centri storici ove già attualmente si registra forte degrado dato dallo spopolamento con inoltre, numerose nuove realizzazioni edilizie rimaste invendute; economico ed occupazionale, a causa del fatto che aumenta il carico fiscale, vincola terreni all’edificabilità, danneggiando le attività economiche esistenti con la conseguente diminuzione dell’occupazione”.
“Entrando nello specifico, riteniamo insufficiente la sola cancellazione del distretto di trasformazione di Regione Miranda e la riduzione dell’area di integrazione sita nella frazione di Bastia. Invece, troviamo negli ultimi elaborati una nuova area di integrazione nella zona di San Fedele e un aumento consistente nella frazione di Campochiesa” precisa.

“Tutto ciò, in pieno contrasto con le puntuali prescrizioni del documento VAS. Dunque, chiediamo che venga rigettata tale proposta di modifica a favore di una soluzione che azzeri il consumo di suolo fertile, nel rispetto dell’ambiente e dell’economia del territorio” conclude il Comitato Territoriale.

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