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Accusato di aver abusato di una ragazza di 20 anni dopo una serata in un locale: assolto perché il fatto non sussiste

La ragazza aveva affermato di essere stata drogata o che, comunque, l'uomo aveva abusato del suo stato di ubriachezza

Savona. E’ stato assolto “perché il fatto non sussiste” il 45enne di Alassio accusato di avere abusato sessualmente di una ragazza di 20 anni dopo una serata in un locale della Riviera. La sentenza è arrivata questa mattina durante l’udienza preliminare tenutasi in tribunale a Savona.

I fatti risalgono alla primavera del 2017. La ragazza aveva sporto denuncia tre mesi dopo il presunto episodio sostenendo di essersi trovata nell’auto dell’uomo (con il quale aveva passato la serata insieme a un’altra coppia poi allontanatasi) e di aver subito da questi abusi. La ragazza aveva affermato di essere stata drogata o che, comunque, l’uomo aveva abusato del suo stato di ubriachezza. La ragazza aveva poi affermato di avere recuperato i ricordi della presunta violenza subita a seguito di un percorso di sostegno psicologico.

Questa mattina, nell’udienza preliminare, il Gup Fiorenza Giorgi ha accolto la tesi difensiva dell’avvocato Alessandro Parino e ha assolto l’imputato con formula piena “perchè il fatto non sussiste”.

La difesa dell’imputato ha svolto una serie di indagini difensive sentendo le persone presenti nel locale, producendo foto della serata raccolte sul sito del locale e soprattutto facendo acquisire le conversazioni telefoniche dalle quali è emersa “una verità completamente diversa da quanto aveva esposto la donna nella denuncia”.

Dichiara l’avvocato Alessandro Parino, difensore dell’imputato: “Oggi con questa assoluzione per il mio assistito termina un incubo durato due anni, un incubo in cui un uomo per bene si era visto addebitare il marchio più infamante possibile per un uomo e cioè quello di avere violentato una donna ubriaca e addirittura di averla drogata. Sono state indagini difensive lunghe, complesse e non semplici ma la sentenza odierna ha confermato quello che dentro di me avevo sentito da subito, e cioè che il mio cliente fosse assolutamente innocente, e quanto avevamo sostenuto in questi anni di indagini: ovvero che non ci fosse stata alcuna violenza sessuale”.

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