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WWWK, Roger Hodgson strega Alassio. Standing ovation ed una promessa: “Tornerò” fotogallery

Oltre 2mila persone ad assistere all'esibizione dell'anima e cuore pulsante dei Supertramp

Alassio. Ancora una volta When We Were Kids, grazie soprattutto all’instancabile impegno del ristoratore Giampiero Colli, fa sold out e porta ad Alassio la musica internazionale degli anni ’80. Oltre 2mila persone hanno assistito ieri all’esibizione dell’anima e cuore pulsante dei Supertramp, Roger Hodgson.

Che sia un mix di artisti, come nei primi due anni, che sia un unico protagonista, la formula che abbina una (o più) special guest degli anni “quando eravamo ragazzi” alle eccellenze dell’enogastronomia italiana ha dimostrato di funzionare perfettamente. Tutto esaurito alla cena di gala, allestita alle spalle della tribuna come uno straordinario ponte di una nave da crociera, con tanto di ciminiera brandizzata Costa.

Il “reparto dolci” ha visto il gradito e direi anche atteso ritorno di Ernst Knam, da sempre amico di “When we were kids”, che per l’occasione ha preparato, in onore del grande maestro Gualtiero Marchesi, la sua “Torta Gualtiero”.  La cena, accompagnata da una selezione di bollicine Ferrari, è stata invece curata dalla miglior azienda di catering e di alta gastronomia d’Italia, la milanese “Peck”, leggenda dell’arte del ricevimento.

Tutto esaurito in ogni ordine di posto anche per il “solo” concerto in cui ha aperto la scena Rudy Mas con la sua Beat Art, seguito da Luca Galtieri e da Nick The Nightfly a svelare qualche curiosità su “Breackfast in America” l’album dei Supertramp, oggi quarantenne, con 20 milioni di dischi venduti. A proposito di compleanni: per Nick quella sul palco alassino è stata l’occasione per festeggiare i suoi primi trent’anni di Montecarlo Nights.

Sono quasi le 22. Il pubblico rumoreggia e qualche fischio inizia a rompere l’atmosfera. Sale la band: Ray Coburn alle tastiere, Michael Ghegann tastiere, sax, clarinetto e fisarmonica, Laurent Delourtet al basso e Bryan Head alla batteria.

E poi arriva lui, Roger Hodgson. I fischi lasciano spazio ad un applauso dirompente: l’applauso di Alassio a uno degli idoli della musica di tutti i tempi. Le mani sul fedele Roland, le note della fisarmonica, impossibile non riconoscere l’attacco di “Take the long way home”.

Inizia così il viaggio musicale sulle note di “Breakfast in America”, “Dreamer”, “School”, “Fool’s ouverture”, Hide in you shell”, “The Logical Song”, “Don’t leave me now”. Il tempo vola via in quello che sembra davvero un soffio. Siamo ai saluti, ma il pubblico non ci sta: applaude e applaude ancora il palco già vuoto.

“Ricordo quando cantavo con i Supertramp – aveva detto Roger Hodgson in conferenza stampa – avvertivo la pressione, a volte faticavo a cantare. Ora, non smetterei mai”. E infatti è rientrato sul palco pronto a un bis con “Give a little bit” e poi a un altro con “It’s raining again”.

“Tornerò ad Alassio – ha annunciato infine uscendo dal palco – questa cittadina è uno splendido segreto che mi avete tenuto nascosto ma che ora ho scoperto. Tornerò sicuramente”.

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