Celebrazioni

Vado, l’Anpi celebra il ricordo della partigiana Medaglia d’Argento Clelia “Ivanca” Corradini

Cerimonia domani (sabato 24 agosto), presso il piazzale San Lorenzo

partigiani anpi

Vado Ligure. Sabato 24 agosto, alle 10,30, presso il piazzale San Lorenzo, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose (dove è ancora visibile il fortino militare oggi abbandonato), la sezione Anpi di Vado Ligure con il patrocino del Comune e dell’Istituto Storico della Resistenza di Savona organizza la Cerimonia in ricordo dell’uccisione da parte dei fascisti della RSI della partigiana Medaglia d’Argento al Valor Militare Clelia “Ivanca” Corradini.

Era nata a Vado Ligure il 17 febbraio 1903 operaia moglie e madre (il figlio Sergio Leti partigiano Gin anch’esso fu decorato a fine guerra della Medaglia d’Argento al Valor Militare), venne arrestata per una spiata con accusa di attività sovversiva e partecipazione attiva ad organizzazione comunista e “antinazionale”, venne torturata dai nazifascisti all’interno del fortino e uccisa la mattina del 24 agosto 1944, il suo ricordo vuole essere il ricordo di tutti di caduti nella lotta partigiana, dei deportati politici e razziali nei lager nazisti, dei principi cardini della nostra democrazia che sono stati scritti nella pagina più gloria , quella Resistenza che si uniscono ai valori  europei e quelli scritta nella Carta Costituzionale.

“La Città di Vado Ligure è stata insignita della Medaglia d’Argento al Valor Militare per il grande lavoro che la sezione di Vado Ligure ha svolto. Questo importantissimo riconoscimento  che il Presidente della Repubblica Mattarella ha concesso alla comunità vadese vuole  significare l’importanza della difesa della  Memoria che è stata lasciata dai sopravvissuti  come testimone sopratutto alle future generazioni, vogliamo ribadire che nonostante il ritorno in maniera pericolosa dei movimenti neofascisti, del razzismo e della xenofobia. Anpi insieme alle Istituzioni democratiche è pronta a contrastarle, per riaffermare Pace, giustizia sociale, libertà che sono punti inamovibili voluti dai sopravvissuti e dai loro famigliari”, hanno fatto sapere dalla sezione vadese.

La cerimonia inizierà alle 10,30 con gli onori e la deposizione di una corona di alloro e la benedizione, dopo i saluti istituzionali si svolgerà orazione Ufficiale da parte dell’On.le Anna Giacobbe Presidente Provinciale dell’Auser di Savona, alla cerimonia sarà presente il figlio.

Al termine sarà letto la motivazione della concessione della Medaglia d’Argento alla Città di Vado Ligure e la motivazione della concessione del conferimento della Medaglia d’Argento alla Memoria del martirio della partigiana Clelia Ivanca Corradini.

Per l’Anpi provinciale: “Questa manifestazione, annuale, avviene nel solco della tradizione antifascista di una comunità, quella di Vado Ligure, recentemente insignita della Medaglia d’Argento al Valor Militare per la Resistenza. Alla manifestazione di conferimento della Medaglia d’Argento l’ANPI era ben rappresentata: sul palco, dall’oratore ufficiale il Prof. Almerino Lunardon, dal partigiano Giuseppe De Grandi, presidente della Sezione Anpi di Vado Ligure, dal partigiano Sergio Leti Medaglia d’Argento al Valor Militare e figlio di Clelia Corradini (tutti e tre dirigenti dell’ANPI locale e provinciale); sulla piazza dalle bandiere delle tante Sezioni ANPI della provincia”.

“Di tutti i presenti a quella manifestazione, cittadini e autorità, nessuno ignorava che la Medaglia d’Argento veniva assegnata per la storia, tragica e gloriosa, della comunità di Vado Ligure nell’epopea della Resistenza Antifascista”.

Riguardo alle scelte politiche degli amministratori locali e/o dei partiti, qualunque esse siano e in qualsiasi comunità avvengano, non hanno mai condizionato negativamente l’ANPI nel svolgere il proprio ruolo: divulgare la storia del nostro Paese e difendere la Costituzione da ogni attacco da qualsiasi parte venga, e di denunciare e combattere le deviazioni dal sistema democratico e dallo Stato di Diritto. Questa la storia dell’Anpi, dalla sua fondazione nel 1944 ad oggi, costruita e trasmessa dai partigiani
a chi raccoglie il loro “testimone”, che fa dell’Anpi l’organizzazione che guadagna il consenso della maggioranza degli antifascisti, per la sua coerenza ed il grande senso di responsabilità istituzionale. Questo spiega il nostro rifiuto e la nostra condanna di ogni atto estremo” conclude l’Anpi provinciale.

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