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Lettere al direttore

Una città senza sindaco, senza spiaggia e senza idee

di Roberto Avogadro

L’agosto 2019 sarà ricordato come il peggiore degli ultimi anni, neanche nelle più catastrofiche previsioni si sarebbe potuto immaginare una città, Alassio, dover affrontare il periodo clou dell’anno senza sindaco, senza spiaggia e soprattutto senza idee e progetti.

Una città sporca, disordinata, caotica, trascurata senza nessuno alla guida in grado di ribaltare questa situazione che, ben nota ai residenti, lascia i turisti esterrefatti. Un vice sindaco reggente fatuo, una compagine di giunta completamente incapace e inadatta, un sindaco, Melgrati, che, già prima di essere stato messo all’angolo dalla legge Severino, aveva perso gran parte di quella verve e di quello smalto a cui aveva abituato nel passato.

Una amministrazione miope che non vede oltre il proprio naso e vive alla giornata senza alcun progetto ambizioso per la città, in grado di rilanciare Alassio nei prossimi decenni. E’ il festival del già visto e già sentito, nessuna idea nuova e coraggiosa per rendere Alassio più vivibile e più accogliente. Si passa l’estate tra un’accozzaglia di macchine che invadono ogni spazio, anche quelli in cui non dovrebbero essere, non c’è coraggio nelle scelte… o meglio non ci sono scelte, si ripete un logoro canovaccio che sta portando Alassio sempre più in basso, addirittura al di sotto di località vicine turisticamente meno blasonate ma che in questi anni hanno saputo rinnovarsi, rivalorizzarsi. Alassio no, è continuamente sempre la brutta copia di se stessa, sempre più sbiadita.

In più quest’anno non c’è neanche la foglia di fico della spiaggia in grado di sopperire a queste lacune, perché quest’anno la spiaggia è ai minimi storici e la pubblicità che ne abbiamo ricavato è stata a dir poco stroncante.

Anche la situazione dell’arenile è una di quelle che una amministrazione lungimirante non può lasciare in mano ad altri, deve essere lei in prima persona a gestire le scelte per quella che, almeno per tre mesi, è l’attrattiva principale del Paese. Se quest’anno la spiaggia è in questa condizione penosa è perché per troppi anni si sono fatte solo parole, Perché il Comune ha troppo delegato, perché l’associazione di categoria è stata più occupata a seguire le vicende della Bolkestein che il resto. Non si possono lasciare turisti e residenti in balia delle scelte dei privati che, oltre tutto, fanno scelte su un bene demaniale e quindi di tutti. Questo sistema da parte del Comune di gestire il suo arenile è andato bene per sessantenni, probabilmente è arrivato il momento di ragionarci su e trovare qualcosa di diverso in grado di rilanciare, anche attraverso questo la Città.

Roberto Avogadro

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