Sos spiaggia, mancati introiti e acqua tra i lettini come benzina sul fuoco: ad Alassio è maxi polemica - IVG.it
Tutti contro tutti

Sos spiaggia, mancati introiti e acqua tra i lettini come benzina sul fuoco: ad Alassio è maxi polemica fotogallery

Balneari e bagnanti: “Ammassati. È un carnaio”. I commercianti puntano il dito su modello di turismo e concessioni

Alassio. Era ampiamente prevedibile, dopo l’andamento della stagione nei mesi di giugno e luglio, complici l’impasse sui ripascimenti e le mareggiate. Ma i primissimi giorni di agosto sembravano aver riportato una situazione di normalità, che purtroppo si è rivelata solo apparente.

Ieri, nuova mareggiata sulla Riviera e in particolare sul litorale alassino, con onde lunghe che non concedono tregua (seppur con meno forza) anche nella giornata odierna. Una situazione che ha rievocato i fantasmi del recente passato e, come benzina sul fuoco, ha accesso la maxi polemica.

E IVG.it, questa mattina, era proprio ad Alassio, per una sorta di “tour” sul litorale e non solo, tra balneari (comunque tanti) e bagnanti inferociti. E con il “colpo di grazia” di diversi commercianti, che sono tornati a puntare il dito sul modello di turismo alassino e sulle concessioni.

Mareggiata ad Alassio: poco spazio, acqua tra i lettini e proteste

Nessuno vuole “metterci la faccia”, o meglio nome e cognome: “La situazione è già esplosiva, meglio non creare ulteriore tensione tra noi”, spiegano. Ma è anche vero che, nell’anonimato, nessuno si tira indietro quando c’è da evidenziare problemi e frizioni.

Un quadro abbastanza significativo lo si evince già dal molo, voltandosi indifferentemente a levante e a ponente. Tre, quattro, in certi casi addirittura cinque file di ombrelloni, vero. Ma ammassate in una manciata di metri (basti pensare che sono soli pochi centimetri a separare i piedi di un turista sdraiato su un lettino dalla testa di quello davanti a lui in molti casi). E con la prima fila immersa nell’acqua praticamente in tutti gli stabilimenti balneari.

Mareggiata ad Alassio: poco spazio, acqua tra i lettini e proteste

“Trentacinque euro al giorno per stare in acqua e non sulla spiaggia: secondo giorno consecutivo, – denuncia un turista via Facaebook. – Il mio bambino può giocare appeso ad un ombrellone se vuole. Piuttosto che togliere una fila di ombrelloni e fornire il servizio pagato ti fregano dicendoti che arriva la bassa marea”.

“È un carnaio e non si riesce nemmeno a respirare”, – aggiunge Alessia, turista milanese visibilmente alterata “per una vacanza inusuale partita sotto altri auspici”.

Mareggiata ad Alassio: poco spazio, acqua tra i lettini e proteste

Ma alcuni stabilimenti balneari hanno anche provato a trovare soluzioni alternative: “Offriamo posti in seconda fila, anche a tariffe agevolate, per tamponare l’emergenza, ma tanti si arrabbiano, la vivono come un’onta, non accettano e se ne vanno. Dicono che in seconda fila si soffoca e non si respira. Pensate cosa possono dire quelli che stanno in terza o in quarta, magari vicino alle docce. Situazione davvero difficile”.

“Hanno fatto un ripascimento a poche ore da una nuova mareggiata, sembra quasi una presa in giro, – aggiunge un altro balneare. – Hanno preso e buttato volontariamente soldi comunali e sono anche riusciti a far passare il messaggio che si trattasse di un favore per noi balneari. Bisognerebbe venire qui e vedere con i propri occhi il risultato di questo ripascimento”.

Infine, un altro entra nello specifico dei mancati introiti, derivanti da una perdita di posti davvero molto significativa per alcune spiagge: “I primi giorni di agosto sembravano una boccata di ossigeno, ma è durata ben poco. Qui si va da stabilimenti che hanno perso 8-10 posti ad altri che sono arrivati a perderne anche 60. Ieri (7 agosto), alcune spiagge non sono state in grado di allestire nemmeno una fila: un giorno perso completamente. Sono passati dalle 3 file dello scorso anno a zero”.

Una situazione che, ovviamente, si ripercuote anche sui commercianti alassini, alcuni dei quali sono tornati a puntare il dito contro un turismo a senso unico (legato unicamente alle spiagge) rilanciando un’ulteriore polemica sulle concessioni: “Alassio deve smettere di pensare di ‘essere solo spiagge’, bisogna trovare vie e soluzioni alternative per attirare i turisti e farli restare. Ma anche in tema di spiagge bisogna fare una rivoluzione copiando il modello vincente di altri paesi europei: 80% di spiagge libere e 20% di spiagge private. Stop. Ma in Francia esistono i cittadini, in Italia comandano solo le lobby”, hanno affermato.

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