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Sentenza Tar ospedali, M5S analizza le motivazioni: “Evidenziano errore nella scelta”

“Stima dei pazienti extraregione e business model in particolare nel mirino”

Albenga-Cairo. – “La pubblicazione delle motivazioni nel ricorso al TAR che ha bloccato l’affidamento ai privati degli ospedali di Albenga e Cairo Montenotte conferma, se non bastasse quanto più volte affermato, la scelta incauta e dannosa fatta dalla Giunta Toti sulla nostra sanità pubblica”, dichiara il consigliere regionale Andrea Melis, che ha più volte affrontato la tematica in consiglio regionale.

“Fra le motivazioni dei giudici, rilevo in particolare 2 elementi di interesse – spiega Melis. – La prima, riportiamo testualmente, nella ‘previsione di un afflusso di pazienti extraregione nella misura del 25% ad esempio non è stata corroborata da alcun dato (…); sull’attuale mobilità extraregionale e cosi via, tale da fare ritenere che le previsioni di conseguire ricavi da pazienti extraregionali per un ammontare pari al 25% del budget sia frutto di una ponderata e attendibile valutazione…’. Ciò significa che si ‘spera’ di attrarre pazienti da altre regioni senza alcuna stima e senza alcuna logica di programmazione sanitaria che li attragga”.

“La seconda: ‘Per quanto, invece, riguarda i ricavi sanitari, l’aggiudicataria ha affermato che per le stime sui ricavi è stato ipotizzato un business model che ripensa il modello attuale dei presidi e mira a sfruttare al meglio le opportunità date dall’assetto programmato per Albenga e Cairo in particolare: aumento della complessità della casistica dell’attività in convenzione SSR con il fine di alzare il valore del DRG medio’”.

“Tradotto, significa che sarà il privato a decidere quali tipi di interventi fare, andando a puntare su quelli più remunerativi: come indirettamente riportato nel capitolato di gara, l’affidamento consente di rimodulare le prestazioni sanitarie erogate, in barba alle esigenze di salute del territorio e a favore invece del ricavo che le stesse possono portare al privato”.

“Non possiamo che prendere atto di quanto riportato dalle motivazioni pubblicate, che non sono dei banali tecnicismi come l’Assessore Viale aveva presunto essere, ma questioni ben più profonde che segnano la stessa natura dell’operazione, dal nostro punto di vista sbagliata e ancora in tempo per essere fermata”, conclude Melis.

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