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Quattromila metri verso il cielo in memoria delle sue bimbe che non ci sono più: l’impresa, la forza e il coraggio di Ilaria

La protagonista del racconto è un'infermiera varazzina che cinque anni fa ha perso le sue gemelle nate premature e grazie alla montagna ha ripreso in mano la sua vita

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Varazze. Da un dolore immenso, quello per la perdita di due figlie, alla conquista della vetta del Monte Bianco. Una storia di grande coraggio, ma anche una lezione di vita importante che vuole essere di aiuto per chi, come Ilaria, si è trovata a vivere la “condizione più dolorosa che un essere umano possa affrontare”.

A raccontare come, dopo il gravissimo lutto che l’ha colpita, una mamma è riuscita a trovare la forza e la fiducia di potercela fare è proprio chi ha vissuto tutto questo in prima persona: Ilaria Pietropaolo, di Varazze, infermiera di professione, ma anche alpinista (è iscritta alla sezione Cai della sua città) e mamma di due bimbi.

“Questa è la mia storia. La storia di una donna alla quale la vita ha dato molto ma ha tolto anche tanto. Cinque anni fa ho perso Alice e Federica, le mie figlie, nate prematuramente in una calda giornata di ottobre. Abbiamo lottato per giorni. Tredici per l’esattezza. Loro troppo piccole per vivere ed io ad un passo dalla morte per arresto cardiaco. Poi il buio e la mia lenta ripresa. Dal letto della Rianimazione il pensiero era sempre lo stesso..’Se esco viva da qui voglio andare in montagna..voglio rivedere la neve che dona bellezza ad ogni cosa sopra la quale si posa e respirare senza questo maledetto aggeggio’! Pur avendo assistito personalmente centinaia di persone nella mia condizione, non ero consapevole che da lì a poco sarebbe iniziata la salita più dura, quella del ritorno a casa e della quotidianità..” racconta Ilaria.

“Per fuggire dalla curiosità morbosa di chi fa domande, talvolta inopportune, ecco la mia prima salita sul Monte Beigua, in solitaria (e con valori di emoglobina quasi incompatibili con la vita), poi la mia prima arrampicata, la mia prima salita con gli sci e il mio primo 4000. Ed è lì, fra le vette che toccano il cielo, nello spazio infinito che mi trovo spesso davanti, che ho sentito spesso il bisogno di ringraziare Dio, o chi per esso, per avermi concesso la seconda possibilità. Qualcuno sostiene che si è atei finché non si ha paura e colui che afferma ciò non ha tutti i torti. Ma comunque sono qui e spero di poter ispirare i miei affetti ad essere la parte meravigliosa di se stessi ancora a lungo” prosegue l’infermiera varazzina.

“Alla montagna devo tanto. Mi ha ridato la forza, la fiducia di potercela fare anche quando si perde la capacità di coniugare i verbi al futuro. E poi la storia di Marta, che si intreccia con la mia..una giovane donna che muore mettendo al mondo ciò che di più bello due persone possano desiderare. E con lei se ne va anche il suo piccolino. E così mi metto in contatto con Christian – racconta Ilaria -, autore del libro ‘Andare Avanti’, marito di Marta Lazzarin, che ha saputo trasformare il suo dolore in forza, fondando la Marta4kids e percorrendo quattromila chilometri di eccezionale solidarietà a piedi per l’Italia, raccogliendo fondi per la ricerca a favore della fibrosi cistica. A tutti racconta che il senso della vita, anche quando appare ingrata e ingiusta, è l’amore per gli altri”.

Proprio il viaggio di questo papà coraggioso ha ispirato Ilaria Pietropaolo nella sua impresa: “Decido che per ricordare Alice e Federica, Marta e il suo piccolino posso dare un aiuto a Christian percorrendo gli stessi metri, ma verso il cielo..e così dopo cinque anni di sofferenza, allenamenti in quota, gioie e tutta una serie di fatiche inenarrabili alle 7.20 del 26 agosto arrivo sulla vetta del Monte Bianco. Sobrietà di gesti e pensieri, l’aria che via via si fa sottile e un’alba che ricorderò per sempre. Le parole – conlcude l’infermiera varazzina – oggi sono superflue..questa salita la dedico a loro”.

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