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Piano della mobilità di Savona, Arecco: “Più spazio a bici e piste ciclo-pedonali”

"Un ulteriore incentivo a ridurre l'uso dell’auto, con la conseguenza di alleggerire il traffico veicolare"

Savona. C’è ampio spazio anche per le biciclette e le piste ciclo-pedonali nel nuovo “Piano della mobilità” che il vice sindaco di Savona, Massimo Arecco, sta presentando in queste settimane alla cittadinanza savonese.

“Un ulteriore incentivo a ridurre l’uso dell’auto, con la conseguenza di alleggerire il traffico veicolare, è quello di favorire l’uso della bicicletta tramite l’implementazione di appositi percorsi ciclabili opportunamente integrati tra loro – spiega Arecco – Purtroppo a Savona non ci sono spazi adeguati disponibili per creare delle regolari piste ciclabili, però si possono individuare dei percorsi promiscui ciclo/pedonali, che permettano comunque una sufficiente comodità di transito. Come già scritto nei capitoli precedenti, l’ampliamento dell’area pedonale può diventare fulcro di una rete di percorsi ciclo/pedonali, che permetterebbero di collegare molte parti della città”.

“Riprendendo un progetto redatto alcuni anni orsono, commissionato dal Comune e mai realizzato, si potrebbe, con alcune modifiche, portare a compimento il collegamento tra il tribunale, la piscina Zanelli e i Giardini del Prolungamento utilizzando il tracciato ferroviario della vecchia linea per Ventimiglia. Tale progetto prevede la costruzione di due passerelle sopra via Luigi Corsi e corso Mazzini e l’attraversamento di corso Colombo utilizzando il vecchio sottopasso murato e abbandonato, costruito all’inizio del ‘900, che collegava le due fabbriche allora esistenti sui due lati del corso, che sbuca tra la piscina e il Letimbro”.

“Considerato che le nuove linee degli autobus, contenute nella proposta di riorganizzazione allegate alla presente bozza, non passerebbero più da via Alessandria, si potrebbe realizzare un tratto ciclabile, che permetta di collegare i giardini di via Verdi ai giardini delle Trincee, passando per via Acqui. Verrebbero persi circa 25 posti auto, ma circa una decina potrebbero essere recuperati impiegando l’originario ingombro del capolinea degli autobus. Utilizzando la passerella di via Acqui si potrebbe arrivare in corso Ricci e continuare lungo via Vittime di Brescia fino alla rotonda di via Stalingrado, in cui è già presente un percorso che conduce a Legino. Essendo via Vittime di Brescia molto ampia, si potrebbe allargare il marciapiede lato ferrovia, oltretutto relativamente poco utilizzato dai pedoni, per ricavarne un comodo tracciato”.

In sintesi: “I lavori sarebbero di ridotta entità, considerato che buona parte del tracciato sarebbe già predisposto e il rimanente percorso disporrebbe di spazi adeguati per la realizzazione. Nel complesso, il reticolo ciclabile cittadino completerebbe perfettamente tutto il quadro, collegando molte parti della città. ii collegherebbero i quartieri di Villapiana e Lavagnola con la zona Paip e l’università. Da Legino si potrebbe utilizzare il sottopassaggio della ferrovia che conduce in via Nizza, consentendo il collegamento con il tracciato previsto tra Zinola e Fornaci. Un altro collegamento molto importante da realizzare sarebbe quello tra la stazione e il centro città/Torretta/Prolungamento attraverso gli Orti Folconi, via Paleocapa e corso Italia”.

“Ovviamente, fornire una risposta a tutti i problemi è impresa ardua e ci sarà qualcuno che non sarà soddisfatto, ma credo che quanto predisposto costituisca una buona base di partenza sulla quale sviluppare ulteriori e definitivi ragionamenti. A questo punto, il compito di trasformare l’attuale bozza in un progetto definitivo, studiato nei minimi dettagli ed ulteriormente arricchito e mediato dalle osservazioni che perverranno dalla società civile, potrà essere affidato ad un pool di esperti”, conclude Arecco.

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