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Piano del verde pubblico a Borghetto, bagarre in consiglio. Le minoranze: “D’Ascenzo si affossa da solo, polemiche da asilo”

Secondo i gruppi di opposizione il capogruppo di maggioranza ha avuto "un atteggiamento assurdo, in una situazione in cui era facile avere un voto unanime senza polemica"

Borghetto Santo Spirito. “In occasione dell’ultimo consiglio comunale il capogruppo di maggioranza Alessio D’Ascenzo si è affossato da solo e ha tentato di montare una polemica da asilo”. Ne sono convinti i consiglieri comunali di minoranza Giancarlo Maritano e Maria Grazia Oliva (lista civica “In Cammino”) e Pier Paolo Villa e Daniela Guzzardi (lista civica “Liberiamo Borghetto”) a margine della riunione del parlamentino comunale tenutasi ieri.

“Durante la discussione della mozione della minoranza in cui si proponeva la redazione di un Piano del verde pubblico, il capogruppo di maggioranza D’Ascenzo è riuscito ad affossare un documento con cui non solo si era dichiarato d’accordo, ma i cui contenuti sosteneva di aver proposto per primo. In pratica si è affossato da solo. Il perché? Uno solo: la mozione era stata presentata dalla minoranza. Nella discussione, avvenuta peraltro alla bellezza di 134 giorni dalla presentazione del documento, D’Ascenzo si è dichiarato d’accordo con la proposta ma ha evidenziato le difficoltà a reperire le risorse per fare quanto dovuto (consulenze agronomiche, censimento delle alberature e altro)”.

“Il consigliere Villa, con l’intento di venire incontro al ragionamento di D’Ascenzo, ha proposto di emendare la mozione precisando che il documento avrebbe impegnato l’Amministrazione solo quando fossero state disponibili sufficienti risorse. I consiglieri di maggioranza stavano avviandosi a votare favorevolmente (d’altronde avevano appena ascoltato il loro capogruppo D’Ascenzo dire di essere il promotore dell’idea contenuta nella mozione!), in un quadro unitario in cui non ci sarebbero stati vincitori né vinti, ma si sarebbe semplicemente ribadito l’interesse unanime di maggioranza e minoranza a migliorare la gestione del nostro verde. Invece D’Ascenzo ha iniziato a dire ‘Non mi va bene’. Temeva (così ci ha detto) che noi consiglieri di minoranza potessimo uscire sui giornali prendendoci il merito di un’idea che riteneva sua. Pretendeva che il testo fosse emendato con la precisazione che il primo a pensare al piano del verde pubblico era stato lui”.

“I suoi colleghi di maggioranza si guardavano spaesati, evidentemente sorpresi da un atteggiamento così assurdo, in una situazione nella quale era facile raggiungere un voto unanime senza alcuna polemica. L’assessore Moreno si è anche prodigato nel tentativo di elaborare un testo che potesse placare le rimostranze di D’Ascenzo, che invece di rallegrarsi del fatto che su un tema non secondario la minoranza la pensava come lui è piombato nell’agitazione più completa. Di fronte a questo spettacolo penoso abbiamo deciso di ritirare la mozione, trovando del tutto inaccettabile il comportamento di D’Ascenzo e il suo tentativo di montare dal nulla una polemica da asilo (‘L’ho pensato prima io! No, l’ho pensato prima io”’) su un argomento riguardo al quale, per una volta, siamo tutti d’accordo”.

Aggiungono i consiglieri di minoranza: “Per evitare questa figura barbina sarebbe stato sufficiente convocare una commissione per concordare un testo condiviso, oppure anche soltanto accettare l’emendamento da noi proposto. Il testo come emendato non avrebbe attribuito alcun merito particolare alla minoranza né alla maggioranza, sarebbe stato un atto di indirizzo unanime da parte del consiglio. Oppure, al fine di evitare il ‘fantasma del merito alla minoranza’, sarebbe bastato votare a favore unitamente a una dichiarazione di voto nella quale avrebbe potuto rivendicare la paternità dell’idea. Tante soluzioni da attuare nei 134 giorni o all’ultimo momento, forse tutto troppo semplice per chi probabilmente aveva già deciso che l’approvazione della mozione sarebbe stato un rischio di immagine troppo alto”.

“Noi siamo ancora disponibili a ragionare insieme alla maggioranza di verde pubblico e se si ritiene anche a presentare un documento unitario, a condizione che non si verifichino più episodi del genere (ci riferiamo sia ai 134 giorni di attesa per la discussione della nostra mozione sia all’atteggiamento di D’Ascenzo in consiglio) e che il testo sia davvero unitario, cioè non venga usato per attribuire meriti a una o all’altra parte politica”, concludono Maritano, Oliva, Villa e Guzzardi.

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