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Percolato nel Rio Ciappe, rifiuti sotto la pioggia e difformità rispetto ai permessi: criticità al centro di compostaggio di Villanova

La struttura nel mirino della Provincia

Villanova d’Albenga. Un’area di stoccaggio diversa rispetto a quella prevista inizialmente; la presenza di percolato che, ricadendo nelle griglie di raccolta, finiva direttamente nel Rio Ciappe; l’assenza di protezione dagli agenti atmosferiti e alcune irregolarità nella cartellonistica, nei registri di carico e scarico e delle bolle giornaliere di scarico del materiale. Sono queste le irregolarità presso l’impianto di compostaggio di località Ciappe, a Villanova d’Albenga, gestito da Teknoservice srl.

Durante l’accertamento effettuato il 25 giugno scorso, un tecnico del Comune di Villanova d’Albenga e gli uomini della polizia municipale hanno accertato che “i rifiuti organici venivano scaricati sul limitrofo piazzale esterno al capannone esistente e lavorati con mezzi meccanici. Nell’atto autorizzativo si prevedeva lo stoccaggio in ingresso e la lavorazione del materiale esclusivamente all’interno del capannone. Tali rifiuti stoccati e lavorati all’aperto producevano percolato che tramite il sistema delle griglie di raccolta del piazzale recapitava direttamente in Rio Ciappe. In questo modo il percolato non veniva convogliato, come da progetto, nelle canalette poste nel capannone e dirette nell’apposita vasca di raccolta stagna, da svuotare periodicamente”.

Inoltre, in zona “non era presente alcun tipo di cartellonistica indicante i Cer (rifiuto biodegradabile di legno derivante dalla manutenzione del verde) dei rifiuti presenti sul piazzale, né alcun tipo di protezione dagli eventi atmosferici, anche mobile, per i rifiuti”. Ancora “i registri di carico e scarico non erano presenti in loco” e “dall’ analisi delle bolle giornaliere di scarico del materiale organico proveniente sia dal Comune di Imperia che dal Comune di Ortovero si riscontravano quantità di rifiuti in ingresso superiori alle 8 tonnellate giornaliere” autorizzate.

Un successivo sopralluogo effettuato dai carabinieri e dai tecnici di Arpal il 16 luglio ha confermato tali criticità. In particolare, nel piazzale di stoccaggio del compost “non erano esposte etichette riportanti la tipologia del materiale” e “sul piazzale era presente un impianto di vagliatura del materiale non dichiarato nell’atto autorizzativo. Il materiale non aveva alcun tipo di copertura e risultava del tutto esposto agli agenti atmosferici”.

Inoltre “sul piazzale era visibile liquido proveniente dal capannone, inquadrabile come percolato derivante dallo stoccaggio. Lo stesso liquido lisciviava lungo la pendenza del piazzale, raggiungendo le canaline del sistema di regimazione delle acque di prima pioggia. Attualmente tutte le acque dei piazzali vengono inviate alle vasche di raccolta del percolato tramite un sistema di by pass posto lungo la rete di captazione delle acque bianche. Si segnala che di tale sistema di by pass manuale non risulta traccia né nell’atto autorizzativo, né nel piano di gestione delle acque di prima pioggia”. Inoltre, come già rilevato “non erano visibili etichette presso i cumuli. Il materiale codice Cer 200201 (rifiuto biodegradabile legno derivanti dalla manutenzione del verde) risultava stoccato all’esterno del sito (area isola ecologica) , in uno scarrabile. Il rifiuto Cer 200201 viene stoccata in area non autorizzata a tal fine, all’esterno del perimetro del sito”.

Per quanto riguarda la vasca del percolato, al momento del sopralluogo la vasca risultava “totalmente piena e tracimante, con interessamento del suolo circostante”.

Alla luce di questa situazione, la Provincia di Savona, che ha competenza in materia, ha diffidato il Comune di Villanova e Teknoservice di “sanare le irregolarità riscontrate”.

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