Tensioni

Oltre 15 profughi in arrivo, il Comitato “A Carcare”: “Si rischia assembramento, pronti a protestare in Prefettura”

"Condividiamo le preoccupazioni dei residenti, a disposizione anche per iniziative di tutela legale"

Carcare. “Il Comitato ‘A Carcare’ prende atto di quanto annunciato dalla prefettura in merito al previsto insediamento di migranti in uno stabile che si colloca in via Santa Caterina, traversa di via Barrili. Trattasi di un numero di persone che potrebbe variare da 15 a 30 individui. È nostra intenzione, come comitato spontaneo di cittadini, acquisire conoscenze precise nel merito quale premessa per esprimere il nostro giudizio. Siamo pertanto vicini ad iniziative di residenti del quartiere qualora intendano esprimere pareri a propria tutela”. Lo fa sapere il Comitato “A Carcare”, in particolare il presidente Velio Degola, il vice Gianni Martini e il segretario Diego Bazzano.

Il riferimento è alla notizia uscita tre giorni fa: secondo quanto riferito a gestire l’accoglienza sarebbe una delle tre cooperative che ha partecipato al bando della prefettura (le uniche che hanno accettato di lavorare con un’offerta economica molto ribassata rispetto al passato sulla base del decreto Salvini) su cui, però, i rumors che si rincorrono sono tutt’altro che incoraggianti.

“Da parte nostra – scrivono dal Comitato – esprimiamo comunque le seguenti osservazioni, di ordine generale e ci rivolgiamo al Prefetto facendo notare quanto segue. Ad una prima analisi si evidenzia che il modello non è più quello dell’ospitalità diffusa; si rischia un eccessivo assembramento di persone in spazi abitativi angusti oltre i normali standard. Rischiamo di compromettere i normali equilibri di essenzialità in merito ad una assenza dei requisiti urbanistici e sanitari. Con queste fondamentali premesse condividiamo le preoccupazioni dei residenti”.

“Siamo a disposizione per condividere anche iniziative di tutela legale – aggiungono – Siamo a fianco dei cittadini e del sindaco in attesa di sviluppi e di più approfondite conoscenze. Qualora si renda necessario, unitamente al comitato civico dei residenti, siamo pronti a recarci in Prefettura per manifestare il nostro dissenso”

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