Tensioni

Nuovi profughi a Carcare, timori tra i residenti per la loro possibile sistemazione in un’unica unità abitativa

Il sindaco a colloquio con il prefetto per conoscere le decisioni ancora una volta "prese dall'alto"

Carcare. Nuovi profughi in arrivo a Carcare? Alcuni residenti sono già in allarme. A destare preoccupazione sarebbe la sistemazione di questo gruppo di migranti ancora da quantificare (oltre quindici) che verrebbero ospitati tutti in una casa di via Santa Caterina, una traversa di via Barrili, al civico 46.

A gestire l’accoglienza sarebbe una delle tre cooperative che ha partecipato al bando della prefettura (le uniche che hanno accettato di lavorare con un’offerta economica molto ribassata rispetto al passato sulla base del decreto Salvini) su cui, però, i rumors che si rincorrono sono tutt’altro che incoraggianti.

“Ho chiesto un appuntamento al prefetto e nei prossimi giorni andrò ad esporre i timori di alcuni cittadini. Come al solito si tratta di decisioni non condivise, che arrivano dall’alto, e i Comuni interessati non vengono nemmeno informati – commenta il sindaco Christian De Vecchi, che già un paio di mesi fa aveva espresso il suo scetticismo sul taglio dei fondi da 35 a 21 euro al giorno per persona – A Carcare abbiamo avuto una cooperativa che ha gestito fino a venticinque ragazzi con un ottimo spirito di collaborazione e un tipo di accoglienza diffusa, ossia con gruppi di migranti ospitati in più alloggi. Apprendere che ora, una coop che ha già avuto problemi per aver sistemato in spazi non adeguati un numero eccessivo di persone straniere, possa fare altrettanto in un’unica unità abitativa carcarese, dove non sappiamo se saranno rispettati i requisiti sanitari ed urbanistici, non è affatto un buon inizio”, conclude il primo cittadino.

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