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Migliaia di induisti attesi ad Altare per la festa di Ganesha Chaturthi fotogallery

La festività sarà celebrata nel monastero di Altare: le preghiere saranno dedicate al superamento di tutte le crisi che questa società contemporanea subisce e acuisce

Altare. Domani, come ormai da tradizione, ad Altare arriveranno migliaia di induisti provenienti da ogni parte d’Italia, ma anche da altri paesi europei, per la festività di Ganesha Chaturthi, quella particolare espressione induista del Divino, che simboleggia la Saggezza, la capacità di superare ogni difficoltà e ostacolo. E il monastero di Altare, Matha Gitananda Ashram (di particolare importanza per la sua struttura tipica del sud dell’India e per la sua ricca rappresentazione iconografica e yantrica), è proprio uno dei più importanti per i festeggiamenti in Europa.

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Il Monastero di Altare, una piccola porzione d’India in Italia, a partire dalle 10 si trasformerà in un melting pot di culture, tradizioni ed etnie riunite insieme per condividere una festa sì, ma anche un grande ideale di non-violenza in uno spirito di vera identità oltre ogni barriera linguistica, di classe o religiosa. Questo incontro nazionale tra tutti i rappresentanti dei templi dell’Unione Induista Italiana – Sanatana Dharama Samgha, sarà lo scenario di indiani naturalizzati italiani, italiani autoctoni, srilankesi, mauritiani ed europei insieme per difendere il bene comune. In un piccolo paesino di Altare si potrà incontrare il Mondo.

“Sebbene saranno molte le espressioni di devozione tra cui la processione rituale, le danze e i canti, il cuore della giornata è costituito dal rituale, yajna. Prima di iniziare il rituale, si pronuncia un proposito, un sankalpa, si chiama in lingua sanscrita, con il quale si indirizzano le preghiere recitate e i frutti del rituale a un particolare scopo. Si pregherà affinché la saggezza, la consapevolezza del Divino eradichi la radice principale di ogni crisi umana, sociale, ambientale ed economica: l’egoismo. In senso più ampio, i rituali della Festa di Ganesha, quest’anno, saranno dedicati alla speranza di ristabilire un rapporto di responsabilità della polis e di superare i problemi con uno sguardo al bene comune per la protezione di tutti, contro l’egoismo e l’avidità di pochi” spiegano dal monastero di Altare.

“Una preghiera dunque affinché si superi la miopia del profitto per migliorare le condizioni sociali e ambientali. Ognuno nella propria vita può scegliere di essere migliore e favorire il cambiamento che vuole vedere nel mondo, citando una frase del Mahatma Gandhi di cui ricorrono i 150 anni dalla nascita. Solo ricoprendo la profonda interrelazione che lega tutti gli esseri e gli esseri e la natura sarà forse possibile riappropriarsi del giusto agire responsabile e consapevole. Un agire che sia a beneficio del bene comune e che protegga il principio di verità e non violenza. Con le benedizioni di Ganesha, sono rimossi gli ostacoli di violenza e oppressione. Preghiamo dunque che possa esserci pace e un ritrovato rispetto per tutto ciò che esiste” concludono dal Matha Gitananda Ashram.

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