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La crisi di Governo “al tempo dei social”: ecco le reazioni di parlamentari e senatori “savonesi”

A mo’ di derby, leghisti pro Salvini e pentastellati in difesa di Conte. PD e FI non “perdonano” nessuno

Provincia. La data “x” è arrivata. O meglio la duplice data segnata in rosso sul calendario. Oggi, infatti, sono iniziate le consultazioni (che proseguiranno anche domani) del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Quirinale per il “dopo Conte”.

Una giornata chiave che fa seguito ad un’altra, quella di ieri, che ha fatto registrare proprio le dimissioni del Premier, non prima del discorso dello stesso Conte nell’aula di palazzo Madama, già entrato nella storia del Paese, condito da dure reprimende verso il ministro dell’Interno Matteo Salvini e culminato con la frase: “L’azione del Governo si arresta qui”.

E, come da prassi nell’ultimo periodo, nelle ore immediatamente successive, tanti parlamentari e senatori dei diversi schieramenti hanno espresso il proprio pensiero sui social network che, uniti all’adozione di un linguaggio più “semplificato” e meno “tecnico”, sono ormai diventati il nuovo teatro di interventi e scontri politici.

E IVG.it ha cercato di raccogliere le reazioni, in particolare quelle di parlamentari e senatori “savonesi”, nel day after dai quali si evince un quadro molto chiaro, per non dire scontato. A mo’ di derby calcistico, tutti i leghisti si sono schierati a spada tratta pro Salvini, mentre i pentastellati in difesa di Conte. Il PD e Forza Italia, invece, non hanno “perdonato” nessuno, accogliendo con favore la fine del governo giallo verde dopo appena 14 mesi.

“Buongiorno Mondo, si rientra sul territorio. Mi aspettano giorni dedicati alla Famiglia ed altri dedicati al territorio. Week end ad Imperia per la Festa Lega. Non arretriamo di un millimetro, pronti per il Voto e anche a dar battaglia ad eventuali Inciuci per tirare a campare. Noi abbiamo un Leader agli altri lasciamo gli ominicchi”, la dichiarazione social del senatore leghista Paolo Ripamonti, accompagnata dagli hashtag #iostoconSalvini e #AlVotosubito.

“Linea degli hashtag”, tanto cara al Ministro dell’Interno, e ripercorsa anche dai senatori leghisti Francesco Bruzzone e Stefania Pucciarelli e dalla deputata Sara Foscolo che, più che commentare quanto avvenuto, hanno voluto palesare la propria vicinanza e fiducia totale a Matteo Salvini, senza se e senza ma.

Posizione diametralmente opposta quella dei pentastellati, come si evince dai post del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Simone Valente, di Sergio Battelli (portavoce e tesoriere gruppo M5S Camera) e della deputata Leda Volpi.

“Oggi il Premier Giuseppe Conte ha dato una grande lezione di stile, senso delle istituzioni, cultura costituzionale e trasparenza. Ci sono molti modi di interpretare la cosa pubblica, di “essere nelle istituzioni”. Il suo è stato sicuramente uno dei più alti della stotia recente della Repubblica. È stato un onore lavorare con lui questi 14 mesi. Grazie Presidente”, il commento di Valente.

Sulla stessa linea anche Battelli: “Sono al Senato per sostenere il nostro premier Giuseppe Conte durante le sue dichiarazioni durante questa assurda crisi aperta, a tradimento, dalla Lega che ha aspettato un pretesto qualsiasi per far crollare tutto avendo un’unica bussola: i sondaggi… Ha ragione il presidente Conte quando dice che se gli interessi individuali, egoistici e di partito prendono il sopravvento, si tradisce la vocazione più nobile della politica e si compromette l’interesse nazionale. I rischi per il nostro Paese sono sotto gli occhi di tutti. Chi fa finta di non accorgersene, come sta facendo la Lega, chi offende perfino il Parlamento e il Governo, fischiando e urlando durante l’intervento di Conte, si dovrà assumere la responsabilità per questo gesto avventato! Noi, dal canto nostro, continueremo ad assumerci la responsabilità istituzionale che qualcuno ha tradito”.

“Un gigante Giuseppe Conte con la sua figura e le sue parole che stridono al confronto del teatrino a cui stiamo assistendo al Senato. Se non ci fossimo noi, l’alternativa per gli italiani sarebbe tra Salvini e Renzi”, il pensiero di Volpi.

Nessun commento social, invece, per Franco Vazio (Pd) sulla giornata di ieri, ma “un’analisi sulla linea del Partito Democratico dopo la direzione nazionale di questa mattina e sui punti programmatici sui quali convergere in caso di un governo di legislatura. Altrimenti pronti al voto!”.

Mentre la deputata dem Raffaella Paita ha dichiarato: “Dopo la seduta del Senato di ieri, che ha visto la fine del governo gialloverde, la Direzione nazionale del PD ha compiuto un passo importante approvando all’unanimità un documento che dà mandato a una delegazione composta dal segretario e dai capigruppo per verificare se ci sono le condizioni di far vita a un governo politico di legislatura. Sono state indicate con chiarezza il profilo internazionale, l’ancoraggio europeo e i principali indirizzi programmatici, chiedendo ovviamente elementi di profonda innovazione nell’azione di governo. Vorrei sottolineare il clima di unità e di fiducia”.

Infine, il commento del deputato di Forza Italia Giorgio Mulè, che non ha risparmiato critiche all’operato del governo gialloverde: “La cifra del governo appena seppellito sta in pochi numeri: in 14 mesi di vita 16 fiduce e 22 decreti legge… non è stato un esecutivo ma l’anticamera di un regime autoritario nel nome della decrescita infelice. Ora: far sopravvivere i 5Stelle nei dintorni di palazzo Chigi è assai pericoloso o, ancora peggio, creare un accrocchio politicamente informe che farebbe allontanare ulteriormente i cittadini dalla politica. Per questo, la saggezza e la capacità di sintesi del Presidente della Repubblica rimangono il faro dove guardare dopo l’esperienza fallimentare di un governo contronatura”.

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