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Il commosso addio della comunità varazzina al Maestro Enrico Bruno Lofrano foto

Grande partecipazione ai funerali nella chiesa dei Cappuccini

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Varazze. Si poteva chiamare “la chitarra del Cappuccini”, Enrico Bruno Lofrano, che ha animato per anni la chiesa convento di S. Francesco d’Assisi a Varazze, oggi sede degli “Araldi della Nuova Novella”, dirigendone il coro e organizzando splendidi eventi musical-religiosi in occasione della festività di S. Antonio da Padova, nonché in altre occasioni.

Usiamo il verbo passato perché Bruno, come veniva amichevolmente chiamato, se n’è andato in questo inizio d’agosto per altri, eterni concerti, in quel cielo che lo aveva sempre affascinato, tanto quando navigava in gioventù su navi mercantili, quanto in seguito, a comporre e suonare canzoni che parlavano di stelle e di mare, di amori terreni e celesti, con una sensibilità che ne caratterizzava il carattere, pur forte e temprato dalle battaglie della vita.

Numerosi e brillanti i suoi concerti a Varazze, e sempre sul podio al Festival della Canzone in Ligure al teatro San Giorgio di Albenga, su suoi testi e dell’amico e collaboratore Mario Traversi, parole e musiche sui nostri usi e costumi, la vita dura dei pescatori e dei naviganti, le preghiere di intenso amore per la moglie e per il suo Angelo Custode, per il suo cane, per questa nostra Liguria, madre e matrigna ma sempre nel cuore.

Una Varazze commossa e compresa della perdita di un vero amico e di un vuoto difficilmente colmabile, gli ha reso un commosso saluto, martedì 6 agosto, nella “sua” chiesa dei Cappuccini, sulle note del maestro Michele Croese al pianoforte, accompagnato dal violino del figlio Francesco e dalla tromba della moglie Izabela Szlachetko, nonché dal coro dei Cappuccini.

“Un saluto all’uomo, amico e artista è stato portato da Mario Traversi, che ne ha ricordato l’amore e l’affetto per la moglie Maria Rosa, il figlio Diego, la figlia Sara e i cari nipotini”.

“Saremo un po’ più soli, senza Bruno e la sua chitarra, il suo carattere allegro e prorompente, le sue idee musicali e la sua creatività, ma ci accompagnerà il suo esempio e la sua simpatia per continuare il nostro cammino verso quella porta (titolo di una sua canzone) alla quale lui ha già bussato e senza dubbio fatto entrare, alla quale busseremo tutti quanti, nella speranza di riabbracciarlo al suono della sua chitarra” ricordano dalla segreteria di Ponente Varazzino.

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