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Fatto brillare l’ordigno bellico ritrovato al largo di Laigueglia: il racconto dei due sub che lo hanno scoperto foto

"Quando ci si imbatte in qualche oggetto sospetto è fondamentale contattare subito la guardia costiera"

Laigueglia. E’ stato fatto brillare questa mattina l’ordigno bellico ritrovato all’inizio della settimana sul fondale di Laigueglia, ad una trentina di metri circa dal litorale della cittadina rivierasca.

Le operazioni sono state coordinate dagli uomini dell’ufficio circondariale marittimo di Loano-Albenga e da subacquei specializzati intervenuti nella giornata di martedì a seguito della segnalazione giunta da due appassionati di snorkeling (Giulio Borrini ed Edward Cittaro) imbattutisi per caso in quello “strano oggetto” durante un’uscita al largo di Laigueglia.

“Quel giorno – spiega Giulio Borrini – abbiamo gettato l’ancora ad un centinaio di metri dalla riva e poi ci siamo immersi. Ad una trentina di metri dalla costa abbiamo notato due strani oggetti, che avevano tutta l’aria di essere due blocchi di cemento. Uno di questi, di forma più cilindrica, aveva una parte esposta, non coperta da sedimenti, e pareva fatto di metallo”.

“Per lavoro conosco bene le lavorazioni metalliche – aggiunge Giulio – Inoltre so riconoscere l’aspetto di un proiettile. Perciò ho subito pensato che potesse trattarsi di un ordigno, magari risalente alla guerra”.

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Per fugare ogni dubbio, i due sub hanno deciso di catturare alcune immagini dell’oggetto: “Abbiamo acquistato una GoPro e ci siamo immersi di nuovo per fare alcuni video e scattare qualche foto (ovviamente a distanza di sicurezza). Poi abbiamo subito contattato il numero di emergenza della guardia costiera, il 1530, e ci siamo recati all’ufficio circondariale marittimo di Loano-Albenga per spiegare i dettagli del nostro ritrovamento, consegnare foto e video e fornire le coordinate della posizione dell’oggetto”.

Effettuato il sopralluogo, i militari hanno deciso di interdire “lo specchio acqueo interessato al fine di tutelare pubblica incolumità e sicurezza della navigazione” nonché vietare la balneazione, l’immersione e la pesca. Poi sono intervenuti sub specializzati, che hanno analizzato gli oggetti e ne hanno stabilito origine, tipologia e pericolosità e, infine, hanno effettuato la bonifica dell’area.

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“Imbattersi in una ‘bomba’ di questo genere è stato davvero molto emozionante – spiegano ancora Giulio ed Edward – se non fosse stato per quella piccola porzione di metallo scoperta non ce ne saremmo mai resi conto e noi, come tanti, avremmo continuato a nuotarvi accanto come se nulla fosse. Quando ci si imbatte in qualche oggetto sospetto è fondamentale contattare subito la guardia costiera. Ne va della sicurezza di tutti gli ‘utenti’ del mare”.

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