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Duemila persone da tutta Europa per la festa di Ganesha Chaturthi ad Altare: “Il mondo è una sola grande famiglia” fotogallery

Presenti anche il prefetto di Savona Antonio Cananà, il tenente dell'Arma dei Carabinieri Franco Laino e l'assessore del Comune di Altare Roberto Oddera

Altare. Ha visto la partecipazione di oltre duemila persone, giunte ad Altare da tutta Italia e da altri paesi europei a bordo di un centinaio di bus, la festività di Ganesha Chaturthi, quella particolare espressione induista del divino, che simboleggia la saggezza, la capacità di superare ogni difficoltà e ostacolo. E il monastero di Altare, Matha Gitananda Ashram (di particolare importanza per la sua struttura tipica del sud dell’India e per la sua ricca rappresentazione iconografica e yantrica), è proprio uno dei più importanti per i festeggiamenti in Europa.

Ad Altare per la festa di Ganesha Chaturthi

Questa mattina il monastero di Altare, una piccola porzione d’India in Italia, si è trasformato in un “melting pot” di culture, tradizioni ed etnie riunite insieme per condividere una festa sì, ma anche un grande ideale di non-violenza in uno spirito di vera identità oltre ogni barriera linguistica, di classe o religiosa. Questo incontro nazionale tra tutti i rappresentanti dei templi dell’Unione Induista Italiana-Sanatana Dharama Samgha, è stato lo scenario di indiani naturalizzati italiani, italiani autoctoni, srilankesi, mauritiani ed europei insieme per difendere il bene comune. In un piccolo paesino di Altare si potrà incontrare il Mondo.

Spiegavano qualche giorno fa dall’Unione Induista Italiana: “Sebbene saranno molte le espressioni di devozione tra cui la processione rituale, le danze e i canti, il cuore della giornata è costituito dal rituale, yajna. Prima di iniziare il rituale, si pronuncia un proposito, un sankalpa, si chiama in lingua sanscrita, con il quale si indirizzano le preghiere recitate e i frutti del rituale a un particolare scopo. Si pregherà affinché la saggezza, la consapevolezza del Divino eradichi la radice principale di ogni crisi umana, sociale, ambientale ed economica: l’egoismo. In senso più ampio, i rituali della Festa di Ganesha, quest’anno, saranno dedicati alla speranza di ristabilire un rapporto di responsabilità della polis e di superare i problemi con uno sguardo al bene comune per la protezione di tutti, contro l’egoismo e l’avidità di pochi” spiegano dal monastero di Altare.

“Una preghiera dunque affinché si superi la miopia del profitto per migliorare le condizioni sociali e ambientali. Ognuno nella propria vita può scegliere di essere migliore e favorire il cambiamento che vuole vedere nel mondo, citando una frase del Mahatma Gandhi di cui ricorrono i 150 anni dalla nascita. Solo ricoprendo la profonda interrelazione che lega tutti gli esseri e gli esseri e la natura sarà forse possibile riappropriarsi del giusto agire responsabile e consapevole. Un agire che sia a beneficio del bene comune e che protegga il principio di verità e non violenza. Con le benedizioni di Ganesha, sono rimossi gli ostacoli di violenza e oppressione. Preghiamo dunque che possa esserci pace e un ritrovato rispetto per tutto ciò che esiste” concludono dal Matha Gitananda Ashram.

E così è stato: migliaia di persone, provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo, si sono ritrovate per vivere una giornata di festa e di preghiera. Svamini Hamsananda Ghiri, dell’Unione Induista Italiana-Sanatana Dharama Samgha, afferma con soddisfazione: “Oggi abbiamo vissuto una bella giornata piena di colori e di persone, pellegrini, provenienti da tutto il mondo. In questo crogiuolo di culture, ci siamo incontrati per condividere la gioia della festa e della preghiera per il bene comune. Ci auguriamo che le divinità ci aiutino a migliorare la nostra società contro l’egoismo, l’avidità degli uomini e la violenza per la pace”.

Alla manifestazione hanno preso parte anche il prefetto di Savona Antonio Cananà, il tenente dell’Arma dei Carabinieri Franco Laino e l’assessore del Comune di Altare Roberto Oddera.

Ad Altare per la festa di Ganesha Chaturthi

“La mia presenza qui – ha detto il prefetto – vuole essere una testimonianza, un segno di rispetto verso una comunità fortemente orientata alla pace, aperta al dialogo tra le culture, tra le religioni e con i popoli. E’ una comunità integrata nel tessuto sociale italiano e per questo parte integrante del paese. Per questi motivi la mia presenza qui era doverosa. Lo stato italiano condivide con l’Unione Induisti Italiani diversi obiettivi, come la prevenzione dell’oltranzismo religioso”.

Svamini Hamsananda Ghiri conferma: “Questa comunità è sempre più integrata con il tessuto sociale del paese. Anche se fatta di tante differenze. Ma ciò dimostra proprio come uno dei principi dell’induismo, che vede l’unità nella diversità. Tale giornata rappresenta questo e il fatto che il mondo è una grande sola famiglia”.

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