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Con la crisi di governo e il possibile ritorno alle urne ecco cosa cambia: nel “mirino” grandi opere e le prossime regionali foto

Acque agitate anche per la politica ligure e savonese in caso di voto anticipato

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Liguria. L’attuale crisi di governo e la possibilità di un ritorno alle urne nel breve periodo agita anche il mondo politico ligure e savonese: le manovre iniziate in vista delle prossime regionali potrebbero subire una brusca sterzata in caso di elezioni politiche anticipate. Naturalmente ancora tutto da vedere, in primis se le componenti a 5 Stelle e leghista riusciranno a mettersi d’accordo su un eventuale cambio di giocatori in campo (la Lega vuole cacciare, tra gli altri, Tria e Toninelli) oppure no.

Inoltre, tenendo conto che un governo tecnico a lungo termine non piacerebbe a nessuno e il Carroccio ha detto “no al rimpasto” con una nota, il momento politico è assai critico e instabile.

Nel caso si tornasse al voto – e il mese potrebbe essere quello di ottobre, non prima – ci sarebbero delle ripercussioni inevitabili sulla politica ligure, dove più di una partita è legata al gioco di potere tra M5S e Lega al governo: in primis le grandi opere infrastrutturali da tempo al centro del dibattito, come lo stesso raddoppio ferroviario nel ponente. E ancora il trasporto pubblico locale, con il ministero dei Trasporti (ancora Toninelli) impegnato a trovare una soluzione sulle risorse da mettere in campo per il settore.

C’è poi la questione “ponte Morandi”. I due commissari Toti e Bucci hanno incassato giusto in tempo l’ok alla proroga dei loro incarichi (ma di fatto solo quello di Toti è stato ufficializzato dal consiglio dei ministri) e proprio oggi il Mit ha firmato lo sblocco dei finanziamenti per l’autotrasporto. Però, politicamente, bisognerebbe ricostruire da capo tutta una serie di dialoghi ormai piuttosto fluidi. Questo potrebbe complicare le cose.

E Autostrade? Se si tornasse al voto, e la Lega con il centrodestra mettesse all’angolo il Movimento 5 Stelle, siamo sicuri che continuerebbe nella crociata pentastellata sulla revoca delle concessioni? Probabilmente no. Salvini, molto colpevolista nelle prime ore dopo il crollo, nei confronti di Atlantia, ha progressivamente ammorbidito la propria posizione. Per dire.

Last but not least, l’aspetto tutto politico sul futuro dell’attuale presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, che in questi giorni, anche se forzato dagli eventi, non ha perso tempo nel dare forma e sostanza al suo movimento, “Cambiamo!”. Toti e i suoi smentiscono la volontà di abbandonare la Liguria – le elezioni saranno la prossima primavera – ma nel caso di vittoria del centrodestra, e di proposta, magari, di un ministero? Bisognerebbe trovare un candidato alternativo. Bucci ha smentito di essere un papabile, ma la suggestione – a De Ferrari – continua a piacere.

“Mi ricandido a presidente della Regione perché ritengo che il lavoro che stiamo facendo in Liguria possa essere più utile di qualsiasi ministero. Abbiamo tante persone capaci di fare i ministri e, comunque, ci stiamo portando un po’ troppo avanti” aveva detto Toti qualche giorno fa, interpellato sulla questione.

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