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Carcare, regolamento di conti in piazza Sapeto: l’aggressione per un litigio tra bambini

La vittima aveva la "colpa" di aver insultato la moglie dell'aggressore, che a sua volta poco prima aveva sgridato il figlio dell'aggredito

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Carcare. Un vero proprio “regolamento di conti”, un raid punitivo. L’impressione dei testimoni era stata fin da subito questa. Solo che dietro non c’era una storia di donne o magari qualche sgarro legato alla malavita, bensì un banale litigio tra bambini al parco giochi. Che ora a tre albanesi (A.S. di 37 anni, L.S. di 34 anni e P.M. di 42 anni, tutti residenti a Cairo Montenotte) è costato l’arresto con l’accusa di lesioni gravi.

L’episodio si è verificato nel primo pomeriggio di ieri a Carcare, in un bar della zona di piazza Sapeto. Tre uomini, giunti sul posto in auto, hanno aggredito un connazionale (M.P., 40 anni) picchiandolo e lanciandogli un bicchiere in faccia, quindi si sono allontanati. Alcuni testimoni però sono riusciti ad appuntarsi la targa permettendo così ai carabinieri di Cairo di rintracciarli e fermarli.

E nelle ore successive dalle indagini è emerso un quadro decisamente sconcertante. Tutto andrebbe ricondotto infatti a un litigio tra i figli, avvenuta venerdì nel parco giochi della passeggiata lungo il Bormida, in via Sanguinetti. O meglio, a un conseguente “sgarro” tra genitori: la madre di uno dei due bimbi, intervenuta per sedare la lite (legata all’utilizzo dell’altalena), avrebbe sgridato il “rivale” del figlio causando così l’intervento del padre di quest’ultimo, che l’avrebbe a sua volta insultata.

La vicenda aveva già avuto un tentativo di chiarimento la sera stessa in corso Dante tra A.S ed M.P. ma, evidentemente, non è bastato: e così è partita la spedizione punitiva di ieri. Il primo a dare avvio all’aggressione è stato A.S., che ha colto la vittima alle spalle mentre era seduto ad un tavolino. M.P. in un primo momento è riuscito a sopraffare l’aggressore immobilizzandolo al suolo e richiedendo agli altri avventori del bar di chiamare i carabinieri, ma l’intervento dopo pochi istanti degli altri due complici dell’aggressore non gli ha lasciato scampo: a quel punto è diventato oggetto di una violentissima aggressione a calci e pugni al volto, culminata con un violento colpo alla testa con un bicchiere che si trovava su un tavolino.

Un minuto e mezzo di incomprensibile violenza, al termine del quale i tre “giustizieri” si sono allontanati a bordo di un’auto. Tre le pattuglie intervenute sul posto che, anche grazie alla collaborazione di alcuni testimoni, sono riuscite ad intercettare l’auto in corso Dante con i tre a bordo che ancora avevano i segni addosso della lite, magliette strappate e schizzi di sangue. M.P. è stato invece immediatamente soccorso da personale sanitario e trasportato in codice giallo presso l’ospedale San Paolo di Savona dove è stato riscontrato affetto da diverse ferite lacero contuse al volto ed al cuoio capelluto, trauma cranico e la frattura delle ossa nasali con una prognosi di 30 giorni.

I tre aggressori quindi sono stati condotti in caserma e, dopo la redazione di tutti gli atti del caso, arrestati per lesioni gravi in concorso aggravate dall’avere agito per futili motivi e con crudeltà. Per il 42enne è scattata anche l’aggravante di avere commesso il reato mentre si trovava sottoposto ad una misura alternativa alla detenzione per precedenti reati commessi. Ora i tre aggressori sono in carcere a Genova Marassi in attesa dell’udienza di convalida.

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