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Bolkestein, Senarega e Ardenti (Lega): “Escludere il settore balneare per garantire il futuro degli operatori”

"Stupisce che chi da anni dice di combattere la battaglia comune a difesa del settore dei balneari, come Angelo Vaccarezza, oggi polemizzi con il ministro Centinaio"

Regione. “La battaglia della Lega a difesa dei balneari contro le follie della direttiva UE Bolkestein non è senz’altro finita, come sostengono alcuni. L’obiettivo è l’uscita del settore per garantire certezza nel futuro degli investimenti a tutti gli operatori”. Lo affermano Franco Senarega e Paolo Ardenti, rispettivamente capogruppo e vice capogruppo regionale della Lega.

“Indispensabile è stata la ‘boccata di ossigeno’ data dal nostro ministro al turismo Gianmarco Centinaio. Si tratta di una misura ‘ponte’, che non indebolisce, ma anzi rafforza la direzione verso quello che è sempre stato il traguardo finale. Ossia, ribadiamo, l’uscita del settore dei balneari dalla direttiva UE. Più il fronte è coeso, maggiore sarà la forza dell’Italia e del ministro Centinaio, che ben la rappresenta nel difendere i nostri cittadini e le nostre aziende”.

“Più divideremo il fronte per logiche politiche, meno strumenti daremo a chi ci rappresenta per raggiungere il nostro scopo a favore dei balneari liguri e italiani. Dal canto suo, la Lega ha dimostrato coerenza politica nelle fasi successive al rinnovo del parlamento europeo. Purtroppo, altri partiti non hanno fatto altrettanto. Pertanto, se appare corretto lanciare un appello, questo non va rivolto alla Lega o ai suoi esponenti ma a tutte le forze politiche affinché sulle questioni europee non abbiano tentennamenti, come troppe volte è accaduto in passato”.

“Stupisce che chi da anni dice di combattere la battaglia comune a difesa del settore dei balneari, come il capogruppo regionale di Forza Italia Angelo Vaccarezza, oggi polemizzi con il primo e unico ministro che difende questo settore dalle follie europee. Invitiamo l’amico e collega a unirsi alla nostra battaglia di buonsenso contro le storture e i diktat dell’Europa”.

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