Bergeggi, il 17enne che ha lanciato il cassonetto ammette le sue colpe: “Sono dispiaciuto” - IVG.it
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Bergeggi, il 17enne che ha lanciato il cassonetto ammette le sue colpe: “Sono dispiaciuto” fotogallery

Nel punto dell’impatto prima dormiva una ragazza di 14 anni: se non si fosse spostata l’impatto l’avrebbe uccisa

Bergeggi. Sebbene avesse negato inizialmente (con diverse contraddizioni nella sua versione), alla fine ha ammesso le sue responsabilità, confermando la ricostruzione degli inquirenti. E si è anche detto “dispiaciuto per l’accaduto”.

Come da anticipazioni, è un 17enne l’autore del lancio del cassonetto sulla spiaggia di Bergeggi, avvenuto tra venerdì e sabato, e che è costato caro ad un 12enne francese, ferito e attualmente ricoverato all’ospedale Gaslini di Genova.

“Non si è trattato di un gesto finalizzato a colpire i campeggiatori abusivi sulle spiagge, ma di un episodio riconducibile a un gruppo di giovanissimi, in particolare a un minorenne”, ha spiegato il tenente colonnello dei carabinieri Alessandro Ciuffolini nell’ambito di una conferenza stampa ad hoc che si è tenuta questa mattina.

A scendere nei dettagli, poi, è stato il comandante della compagnia carabinieri di Savona Dario Ragusa: “Dal momento in cui è avvenuto il fatto, alle 4 di sabato notte, ci siamo subito attivati per cercare i possibili impianti di videosorveglianza che ci potessero aiutare a ricostruire la situazione. Non essendoci però telecamere utili abbiamo dovuto dare il via ad un’indagine classica, con le testimonianze, resa però difficile dalla quantità di turisti presenti in Riviera”.

Nonostante le evidenti difficoltà oggettiva, però, i carabinieri sono comunque riusciti a risalire ad un testimone oculare, che ha assistito al lancio del bidone.

“Una testimonianza molto precisa nella descrizione, ma che non conteneva elementi utili all’identificazione del responsabile”, ha proseguito Ragusa, – Abbiamo allora iniziato a sentire i tanti giovani attualmente presenti a Spotorno, e ieri sera siamo riusciti ad acquisire un quadro indiziario più che solido; con queste prove abbiamo convocato in caserma il minorenne, un 17enne di fuori regione, insieme ai genitori, chiedendo la sua versione”.

E il ragazzo inizialmente ha provato a negare, ma quando ha capito che era stato chiamato perché esistevano solidi indizi nei suoi confronti, e quindi non ci sarebbe stato bisogno di una sua confessione per denunciarlo, ha ammesso le proprie responsabilità e confermando la dinamica ricostruita dai militari.

“Il ragazzo è uscito poco dopo le 3 dalla discoteca e si è fermato al chiosco dei panini, che però era chiuso. A quel punto ha pensato di lanciare il cassonetto in spiaggia: ai carabinieri ha spiegato di non sapere che sotto ci sarebbero state delle persone, era anzi convinto di lanciarlo direttamente in mare. Si è detto molto dispiaciuto”, ha aggiunto ancora Ragusa.

I carabinieri, inoltre, sono anche riusciti ad appurare di un secondo lancio di cassonetto ad opera di un’altra persona, forse nel tentativo di emulare il primo lancio. Ma in questo caso, fortunatamente, senza conseguenze.

La famiglia francese era composta da 5 persone: i genitori e tre figli di 12, 14 e 16 anni. Fino a un’ora prima nel punto dell’impatto dormiva la ragazza di 14 anni, che fortunatamente si era da poco spostata per ragioni di comodità. Una coincidenza fondamentale: altrimenti l’impatto l’avrebbe sicuramente uccisa (il ragazzo invece è stato colpito ‘di rimbalzo’ dal cassonetto, del peso di circa 10 chili).

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