Accuse cadute

Archiviata l’indagine per turbativa d’asta su Ata e “Miglio Verde”

Le persone indagate erano cinque tra cui l'ex ad dell'azienda partecipata del Comune Matteo Debenedetti e il legale rappresentante del Miglio Verde Giovanna Alice

Ata Spa

Savona. L’inchiesta per turbativa d’asta che ruotava intorno ad Ata Spa e alla cooperativa “Il Miglio Verde” di Savona è archiviata. Nei giorni scorsi, infatti, il gip Fiorenza Giorgi ha accolto la richiesta avanzata ad inizio agosto dal pm Massimiliano Bolla di archiviare il fascicolo nel quale erano coinvolte cinque persone: il vecchio cda di Ata, ovvero l’ex amministratore delegato Matteo Debenedetti e l’ex presidente della società multiservizi Alessandro Garassini, il legale rappresentante della cooperativa “Il Miglio Verde” di Savona Giovanna Alice, il padre di quest’ultimo Francesco Alice e un dipendente di Arte.

La notizia dell’indagine era venuta fuori nel maggio scorso quando i carabinieri del nucleo investigativo provinciale avevano effettuato una serie di perquisizioni per acquisire atti e documenti. Nel mirino degli inquirenti erano finiti i lavori per lo spazzamento delle strade e la cura del verde pubblico che l’azienda partecipata del Comune, tra il 2017 e il 2019, ha affidato proprio al Miglio Verde.

L’ipotesi d’accusa era che il servizio fosse stato affidato in maniera irregolare, senza passare attraverso una gara d’appalto con un escamotage: assegnare il lavoro in maniera diretta per periodi brevi, in modo da non superare la soglia dei 40 mila euro di valore (sopra la quale, per legge, è necessario fare un bando) e poi prorogarlo, ovviamente affidandolo sempre alla stessa cooperativa. Una tesi che dopo mesi di intensa attività investigativa dei militari non ha “consentito – come rileva il pm – di acquisire elementi sufficienti per poter accertare i fatti” contenuti nella comunicazione delle notizie di reato iniziale. Di qui la scelta di chiedere l’archiviazione dell’indagine su Ata e la cooperativa. Da parte loro, gli ex vertici di Ata, assistiti dagli avvocati Paolo Lavagnino e Alain Barbera, avevano sempre respinto le accuse ritenendo di aver operato in maniera corretta.

Cadute anche tutte le accuse ipotizzate nel filone d’inchiesta parallelo a questo, ovvero quello che riguardava il socio del Miglio Verde Francesco Alice e un dipendente di Arte per presunte irregolarità nell’assegnazione di un lavoro relativo allo sgombero di alcuni locali dell’Azienda Regionale Territoriale per l’Edilizia.

Il pm Bolla nella sua richiesta di archiviazione rileva che il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente a carico del dipendente Arte (che secono la Procura aveva informato Francesco Alice di aver indetto una gara per lo sgombero dei materiali di alcuni alloggi in gestione all’azienda invitandolo a partecipare al bando con la premessa che sarebbe stato l’unico partecipante e quindi avrebbe potuto proporre il massimo del prezzo, ovvero 5 mila euro) potrebbe essere “astrattamente ravvisabile”, ma “non è punibile per la particolare tenuità del fatto”. Tesi sposata anche dal gip Giorgi che ha quindi archiviato in toto il procedimento penale.

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