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Albenga, Tomatis: “Preoccupati per il futuro dell’ospedale e dei 50 dipendenti della chirurgia protesica”

Durante il prossimo consiglio comunale si parlerà di ospedale e dell’argine al torrente Arroscia in località Abissina

Albenga. Durante il consiglio comunale che si terrà il prossimo 30 agosto saranno discussi due importanti punti all’ordine del giorno, uno riguardante il futuro dell’ospedale Santa Maria di Misericordia e l’altro il ripristino della sponda (in zona Bastia) del torrente Arroscia.

Per quanto riguarda l’ospedale, prima l’amministrazione Cangiano ed ora quella Tomatis hanno sempre dimostrato una grande attenzione sul tema dell’affidamento ai privati della gestione del Santa Maria di Misericordia.
Diverse le perplessità rappresentate in particolare dal sindaco Tomatis che ha più volte affermato: “Non siamo contro qualunque tipo di privatizzazione, ma dobbiamo tenere conto della realtà di questo territorio e dei rischi che, inevitabilmente si corrono attraverso il processo di affidamento ai privati dell’ospedale ingauno. I dubbi ed i timori, però si sono dimostrati quanto mai fondati. Dopo l’affidamento della gestione dell’ospedale all’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi (Gruppo San Donato), infatti, il Policlinico di Monza ha presentato ricorso al Tar di fatto bloccando l’iter per la privatizzazione del nosocomio ingauno”.

“In conseguenza dell’accoglimento del ricorso, l’Ospedale di Albenga, già impoverito di numerosi servizi (chiusura di ambulatori, tra gli ultimi quello di ortopedia e forte riduzione dell’ambulatorio di cardiologia), vive oggi un momento di assoluta incertezza riguardo al suo futuro, con un’importante ricaduta negativa dovuta a una mancanza di risposte. Non solo, a preoccupare anche il futuro del reparto di chirurgia ortopedica ora affidato al Policlinico di Monza. La convenzione, infatti, sarebbe dovuta cessare ad agosto 2019 per essere inserita nel bando di gara per l’assegnazione dell’intero ospedale. Sebbene è possibile una proroga di 6 mesi (fino a febbraio 2020), vige una assoluta incertezza su cosa accadrà dopo quella data. Se non venisse assegnato l’intero ospedale in tempo, infatti, il reparto cesserà la propria attività con gravi conseguenze per i pazienti, ma soprattutto con una grave ricaduta occupazionale, in quanto i circa 50 dipendenti di tale reparto perderanno il posto di lavoro”.

L’ordine del giorno mira a chiedere garanzie e chiarimenti alla Regione. In particolare si chiede: che, nelle more dell’assegnazione ai privati, non vengano ulteriormente interrotti i servizi essenziali per la sanità pubblica, ed anzi vengano ripristinati i servizi precedentemente sospesi; di essere tempestivamente informati riguardo a tutte le scelte che la Regione farà riguardo all’ospedale; di conoscere dall’assessore alla sanità come intenda gestire la problematica legata alla cessazione della convenzione sottoscritta dal Policlinico di Monza relativa al reparto di ortopedia, qualora nel frattempo non venisse assegnata la gestione dell’intero ospedale.

A tal proposito afferma il sindaco Riccardo Tomatis: “Si tratta di due problemi particolarmente importanti. Uno è quello dell’assegnazione ai privati dell’Ospedale, che comporta un mancato impegno da parte della Regione a investire sul nosocomio ingauno e l’altro è quello legato al rischio di rivivere la stessa situazione che abbiamo vissuto per il Gsl quando, a causa della chiusura del reparto, i dipendenti erano rimasti senza lavoro per un anno intero. Questa volta, in più, non avrebbero neppure la cassa integrazione perché non prevista. Allo scadere della proroga, dunque, se l’ospedale di Albenga non fosse ancora assegnato ai privati, cosa estremamente probabile, ci troveremmo di nuovo ad affrontare una situazione come quella vissuta allora, comprese le ripercussioni che la chiusura di quel reparto potrebbe avere su altre realtà ad esse collegate. Fra tutte ricordo la clinica San Michele che si occupa del percorso riabilitativo dei pazienti e che, se si bloccasse l’attività del reparto di chirurgia ortopedica rischierebbe di subire un grave danno”.

Per quanto riguarda il torrente Arroscia, è bene ricordare che in questi anni Albenga ha subito due gravissime alluvioni (quella del 13/16 novembre 2014 e quella del 24 novembre 2016). Tali eventi calamitosi hanno fortemente danneggiato l’argine del yorrente Arroscia in località Abissinia, nella frazione di Bastia: “Il Comune di Albenga, in entrambe le occasioni ha inviato le schede di segnalazione dei danni subiti alla Regione Liguria, dipartimento ambiente-settore protezione civile ed emergenza, senza ottenere, però, alcun riscontro. In campagna elettorale, però, un sopralluogo in loco è stato effettuato dagli assessori regionali Giampedrone e Mai insieme all’allora candidato sindaco Gerolamo Calleri”.

“Ad oggi, nonostante l’argomento fosse tornato all’attenzione anche grazie all’interessamento del consigliere delegato per la frazione di Bastia Camilla Vio, la Regione non è ancora intervenuta. Alla luce di tutto questo si proporrà al consiglio comunale di approvare l’ordine del giorno che impegni la Regione Liguria ad intervenire con la massima urgenza per porre in essere tale intervento”.

Spiega Camilla Vio: “Prima ancora che come consigliere comunale oggi voglio parlare come cittadina residente a Bastia. Da tanto aspettiamo una risposta concreta da parte della Regione che, purtroppo, si è fatta sentire solo in campagna elettorale con tanto di sopralluogo degli Assessori Giampedrone e Mai in località Abissinia. Sono abituata a dire la verità e, anche a seguito degli attacchi subiti, sono felice oggi di poter sottolineare come gli uffici comunali si siano sempre mossi tempestivamente inviando le schede di segnalazione danni, senza, però, ottenere alcuna risposta. Adesso la Regione deve trovare risorse e finanziare quello che è un intervento che essi stessi hanno riconosciuto essere di fondamentale importanza sia per il territorio che per la sicurezza dei cittadini, soprattutto in vista dell’imminente stagione autunnale.”

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