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Albenga, stroncato da malore in casa in via Lasagna: in due accusati di omissione di soccorso fotogallery video

Il pm ha notificato il fine indagine a due giovani marocchini: devono rispondere anche dell'indebito utilizzo del bancomat della vittima e di furto di alcuni vestiti

Albenga. E’ chiusa l’inchiesta sulla tragedia di via Don Lasagna ad Albenga dove, il 26 marzo del 2018, un uomo di 68 anni, Giuseppe Collo, originario di Milano, era stato trovato senza vita nel letto del suo appartamento. Nei giorni scorsi, infatti, il pm Giovanni Battista Ferro ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a due marocchini, uno di 23 e uno di 29 anni, residenti nel milanese.

Entrambi devono rispondere delle accuse di omissione di soccorso, furto aggravato (di alcuni vestiti) e utilizzo indebito di bancomat. Secondo la contestazione della Procura, infatti, tutti e due erano in casa quando l’uomo ha accusato l’improvviso malore (un infarto fulminante come ha stabilito l’autopsia effettuata dal dottor Marco Canepa) che poi gli è stato fatale. Anziché chiamare i soccorsi, però, i marocchini si sarebbero allontanati dall’appartamento. Ad incastrarli era stato proprio l’utilizzo del bancomat della vittima, nei giorni successivi alla morte, con cui erano stati effettuati prelievi per cinquemila euro a Milano, Vercelli, Savona e Genova.

Prima era stato indagato il più grande dei due nordafricani (che sono assistiti dagli avvocati Falchero e Marinelli), rintracciato a Vercelli, poi lo stesso provvedimento era scattato anche per il secondo, quello più giovane, che secondo gli inquirenti era insieme al connazionale nella casa della vittima.

Ad accorgersi della morte di Giuseppe Collo era stato il fratello, residente a Milano, che non avendo più sue notizie, preoccupato, era venuto a controllare la situazione ad Albenga. Al suo arrivo aveva trovato la porta di casa aperta e il cadavere del fratello in camera da letto. Uno scenario che, sulle prime, aveva anche fatto temere potesse trattarsi di un omicidio, ipotesi poi subito esclusa grazie alle indagini dei carabinieri.

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