Cordoglio

A 18 anni si dà fuoco in strada a Vado Ligure: Marzia Sari non ce l’ha fatta fotogallery

La ragazza si trovava ricoverata in prognosi riservata al Cto di Torino

Tragedia a Vado Ligure, si da fuoco nel parcheggio

Vado Ligure. Ha lottato per mesi, ma alla fine non ce l’ha fatta Marzia Sari, la 18enne che lo scorso mese di dicembre si era data fuoco in piazzale San Lorenzo a Vado Ligure, emulando il padre che, 5 anni prima, si era tolto la vita compiendo lo stesso gesto nello stesso luogo.

In un primo momento, la ragazza era stata trasportata d’urgenza all’ospedale Santa Corona, in seguito al San Martino di Genova ed infine, vista la gravità della situazione, trasferita presso il Centro Grandi Ustionati (Cto) di Torino, con ustioni di secondo e terzo grado sull’85 per cento del corpo.

Oggi, purtroppo, è giunta la terribile notizia: Marzia è deceduta nonostante l’impegno costante dello staff medico del Cto di Torino, dove era ancora ricoverata.

Tra i primi a testimoniare il proprio cordoglio il sindaco di Savona Ilaria Caprigolio: “Con dolore e sgomento esprimo, anche a nome dell’amministrazione comunale, profondo cordoglio ai familiari di Marzia. Una pausa di raccoglimento per poi proseguire l’impegno nel fronteggiare la prima causa di morte fra i giovani, dopo gli incidenti stradali”.

La ragazza non avrebbe motivato in alcun modo il suo gesto: i carabinieri non avrebbero trovato nessun biglietto o messaggio lasciato dalla giovane. Per il momento, quindi, non è stata avanzata nessuna ipotesi concreta sui motivi che possano averla spinta a tentare di togliersi la vita.

Il padre, invece, con lo stesso gesto perse la vita nel 2013, a 47 anni. E anche lui scelse per farla finita il piazzale dei camionisti di porto Vado. All’origine di quel dramma c’erano gravi motivi di salute, ma anche preoccupazioni economiche: il 26 febbraio 2013, subito dopo l’exploit elettorale del MoVimento 5 Stelle, l’artigiano si era presentato con la sua Ape a casa di Beppe Grillo, nel quartiere di Sant’Ilario a Genova, e davanti alle telecamere di tutta Italia aveva suonato il campanello per chiedere aiuto al comico.

All’epoca, dopo la tragedia, l’allora assessore ai servizi sociali del Comune di Savona, Isabella Sorgini, si assunse l’impegno di sostenere la famiglia dell’artigiano, e l’amministrazione Berruti erogò loro un contributo di 2mila euro. Un aiuto che si era aggiunto alle “catene di solidarietà” di amici e vicini. In seguito però, secondo quanto riferito dagli uffici comunali, la famiglia non si sarebbe più rivolta ai servizi sociali.

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