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Tragedia sulla nave “Ilektra”: disposta l’autopsia sulla vittima, indagati il comandante e il primo ufficiale fotogallery

La vittima è un filippino di 51 anni, il nostromo di bordo, che è precipitato nella stiva del cargo mentre effettuava un intervento di manutenzione

Savona. Proseguono le indagini della Procura di Savona sulla tragedia avvenuta ieri pomeriggio a nordo della nave cargo “Ilektra”, ormeggiata nella zona degli Alti Fondali, del porto della città della Torretta dove un marittimo di 51 anni, di nazionalità filippina, ha perso la vita precipitando in una delle stive. Il sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro questa mattina ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima che sarà eseguita lunedì dal medico legale Luca Vallega.

Nave Ilektra porto Savona decesso

Nel frattempo ha aperto un fascicolo per omicidio colposo nel quale sono stati iscritti (in questa fase dell’indagine si tratta di un atto dovuto) i nomi del comandante e del primo ufficiale della nave. Gli accertamenti investigativi per ricostruire la dinamica dell’incidente sono affidati alla capitaneria di porto e ai tecnici dello Psal dell’Asl 2 Savonese: “Stanno facendo un ottimo lavoro congiunto” si limita a commentare il pm Ferro.

Secondo una prima ipotesi, sembra che il marittimo, nostromo di bordo, fosse vincolato con alcune funi e stesse eseguendo un intervento di pitturazione nella murata interna della stiva quando per causa ancora da accertare è precipitato nel vuoto per circa una ventina di metri. Una caduta che purtroppo non gli ha lasciato scampo. Gli inquirenti sono ora al lavoro per capire se la tragedia possa essere collegata ad una manovra errata compiuta dal marittima, o ancora ad un cedimento delle funi oppure al fatto che il lavoro non fosse eseguito adottando le dovute misure di sicurezza.

Dopo il lungo sopralluogo di ieri, al momento, gli uomini della guardia costiera e dello Psal (che questa mattina si sono riuniti in Procura) stanno cercando di capire in quali condizioni stesse operando il marittimo filippino e, di conseguenza, di ricostruire i motivi della sua caduta.

Nel frattempo la nave dovrà restare in porto a Savona: il cargo non è sotto sequestro, ma lo sono i documenti di bordo e quindi, di fatto, non ha le autorizzazioni per navigare.

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