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Tra reparti a singhiozzo e ricorso accolto: ecco il “quadro clinico” dell’ospedale di Albenga. Rischia anche ortopedia?

Il reparto è gestito dal Policlinico di Monza, con contratto a termine (24 agosto) prorogabile solo di altri 6 mesi

Albenga. Tra reparti a singhiozzo, carenza di personale e continui intoppi, il “quadro clinico” (per rimanere in tema medico) dell’ospedale Santa Maria di Misericordia, risulta quantomai sconfortante.

A salvarlo sarebbero dovuti, o meglio dovrebbero essere, i privati, ma il ricorso vinto dal Policlinico di Monza contro l’assegnazione dei nosocomi di Albenga e Cairo all’Istituto Ortopedico Galeazzi ha nuovamente rimescolato le carte in tavola, gettando nuove pesanti ombre sul futuro.

In particolare all’ospedale di Albenga, dove sembra essere concreto il rischio di perdere un nuovo reparto: quello di ortopedia, gestito proprio dal Policlinico di Monza e facente parte del bando di gara per la gestione pubblico-privata. Proprio così perché del reparto si sarebbe ovviamente dovuto occupare il nuovo gestore, ma la situazione che si è venuta a creare ha portato all’impasse totale, in attesa di capire le motivazioni della sentenza del Tar e le nuove tempistiche per l’affidamento.

Il policlinico, infatti, al momento ha un contratto in essere che durerà fino al prossimo 24 agosto. E dopo? È proprio questo il problema perché, allo stato attuale delle cose, a partire dal 25 agosto, il Santa Maria di Misericordia potrebbe dover dire addio anche a quel reparto. Ma c’è un però. Il contratto, infatti, prevede una possibile, ulteriore proroga di altri 6 mesi (fino a metà febbraio 2020), ma se l’affidamento ai privati del nosocomio non dovesse avvenire entro quella data, si tratterebbe semplicemente di una “sentenza rimandata” e non di una soluzione.

In caso di allungamento (probabile) dei tempi di privatizzazione, potrebbe anche essere decisa una nuova proroga oppure ancora essere disposto un nuovo bando di gara per il solo affidamento di ortopedia.

Ipotesi tante, certezze poche. E sale l’ansia e la rabbia dei tanti pazienti del comprensorio ingauno. Non solo tra i cittadini ma anche tra i tanti turisti assidui che da anni si affidano al nosocomio ingauno e che sono passati attraverso due giunte regionali, quella Burlando-Montaldo e quella Toti-Viale, vedendo però solo i problemi e le carenze aumentare in modo esponenziale.

Allo stato attuale, infatti, l’ospedale di Albenga non ha un pronto soccorso, ma solo un punto di primo intervento (benché, nonostante il cambio di nominativo e la carenza di personale, eroghi prestazioni come un qualunque pronto soccorso, con tutte le evidenti difficoltà del caso). Il reparto di ortopedia, invece, è stato chiuso per poi affidarlo ai privati: prima il Gsl e poi il Policlinico di Monza (che stando a quanto trapelato dal personale ospedaliero “non si sarebbe peraltro integrato appieno con il resto della struttura”).

Cardiologia funziona “a singhiozzo” per mancanza di medici cardiologi, con una sorta di staffetta che vede coinvolti i nosocomi di Albenga e il Santa Corona di Pietra Ligure. E un altro problema tutt’altro che di poco conto è rappresentato da radiologia, che ha perso il radiologo reperibile negli orari notturni. Una grossa mancanza in parte “rattoppata” grazie alla sinergia con il Santa Corona ma, in sostanza, per usare un linguaggio cosiddetto “terra terra”: se hai bisogno di una tac con mezzo di contrasto o di un’ecografia in orario notturno, non è possibile farle al Santa Maria di Misericordia. E c’è poco da aggiungere.

C’è poi la semintensiva, che sarebbe una sorta di rianimazione dal punto di vista sostanziale, ma che a fronte di 6 letti disponibili ne può utilizzare solo 4 per carenza di personale. Capitolo finale dedicato a chirurgia, aperta solo 5 giorni su 7, avendo perso anche la reperibilità del sabato e domenica, ma con cardiologo reperibile solo un giorno a settimana.

Infine, la medicina interna, che risulta essere un reparto (forse l’unico) abbastanza completo e in ordine, così come malattie infettive, Mios e dialisi che, seppur trasformata in servizio ambulatoriale, funziona (anche se non senza difficoltà), con anche una persona reperibile h24 per le emergenze.

“Con pochi soldi, ma davvero pochi, si sarebbe potuto far continuare a funzionare bene e a pieno questo ospedale in sinergia con Santa Corona senza fare danni e, anzi, facendo del bene a tutti. Ma i puntigli ideologici del duo Burlando-Montaldo prima e di quello Toti-Viale oggi hanno stravolto le cose. Il tutto solo per mettere la propria bandierina politica sulle scelte attuate a danno di un ospedale importantissimo per l’intero territorio”, il commento di alcuni rappresentanti del personale ospedaliero del Santa Maria di Misericordia.

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