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Tpl, è ancora bagarre sul nuovo presidente: entro il 3 dicembre il progetto per l’affidamento in house foto

Questa mattina l'assemblea dei soci che ha approvato il bilancio dell'azienda di trasporto savonese

Savona. Entro il 3 dicembre dovrà essere depositato il piano economico e finanziario per l’affidamento in house del servizio di trasporto pubblico locale. E’ quanto è emerso questa mattina nel corso dell’assemblea dei soci che ha ratificato il bilancio di Tpl Linea (che chiude con un utile di 531 mila euro).

Il bilancio è stato approvato da tutti i soci, con la sola estensione del comune di Pontinvrea. “Ora ci sono le condizioni per poter procedere con l’affidamento in house – ha sottolineato il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri -. Naturalmente bisognerà revocare la precedente delibera del bando di gara e procedere con tutti gli atti amministrativi del caso per garantire il futuro del servizio”.

“Auspichiamo che si possa procedere entro la tempistica stabilita” ha aggiunto.

Ma a tenere banco è ancora la nomina del successore di Claudio Strinati alla presidenza dell’azienda savonese, al centro di aspre polemiche politiche. Il Pd provinciale ha accusato lo stesso numero uno di Palazzo Nervi di forzature politiche, tuttavia il nome indicato rimane quello di Franco Orsi: “Lo confermo – ha ribadito Olivieri questa mattina -. Tra l’altro ne abbiamo discusso anche nei giorni scorsi, in primis con Massimo Niero del Pd. Da parte loro non è arrivata ancora nessun’altra proposta concreta. Comunque, senza calcare le polemiche, nei prossimi giorni farò un altro giro di consultazioni: è indispensabile un confronto sereno e costruttivo”.

L’11 luglio è la data nella quale dovrebbe essere scelto il nuovo presidente di Tpl Linea, nell’ambito di una riunione informale con i soci: “E spero che entro luglio sia già in funzione il nuovo Cda: non vogliamo prenderci i 45 giorni di proroga, l’obiettivo è quello di arrivare ad una sintesi condivisa tra tutti prima possibile” ha affermato ancora Olivieri. 

Alle parole del presidente della Provincia ha risposto il consigliere provinciale del Pd Massimo Niero: “Noi non abbiamo posto veti sul nome di Franco Orsi, abbiamo contestato un discorso di metodo: quel nome era già uscito e fatto trapelare almeno una quindicina di giorni fa, prima di un confronto e prima di una esame assieme a tutti i sindaci del savonese. E’ stata una chiara forzatura, che non ci è piaciuta. Anche perchè bisogna prima di tutto pensare al futuro dell’azienda e alla sua prospettiva, ai lavoratori e al servizio per l’utenza, non alle poltrone…”

“Ricordo che nella scorsa amministrazione provinciale le riunioni per decidere le sorti di Tpl e del suo Cda erano state tante, proprio per dare voce a tutti i territori” ha concluso Niero.

E sullo sfondo, infatti, rimane in piedi anche la questione occupazionale, sulla quale i sindacati aspettano un chiarimento definitivo alla luce della necessità di assunzioni per garantire il pieno servizio di trasporto pubblico locale. Le organizzazioni sindacali monitoreranno la situazione, sopratutto sulla base della decisione di andare a gara (anche se l’attuale iter è ormai interrotto), oppure se ci saranno conferme definitive per il via alla procedura di affidamento in house alla stessa Tpl Linea.

“In Italia, purtroppo, le privatizzazioni non sempre hanno ottenuto i risultati sperati, sia in termini di valorizzazione delle risorse umane, sia di risultati economici conseguiti, ed infine di qualità dei servizi forniti. Al contempo ritengo che la strada che si dovrà percorrere dovrà passare attraverso il rilancio ed il potenziamento del servizio” ha evidenziato il vice sindaco di Savona Massimo Arecco.

“Per arrivare a questo è però necessario ripensare al concetto di mobilità e quindi, nel caso specifico di Savona, rivedere la viabilità cittadina ridisegnando le linee e i percorsi del trasporto pubblico in modo da renderlo comodo, pratico, veloce, meno costoso e, soprattutto, conveniente per i cittadini rispetto all’uso del mezzo privato” ha concluso Arecco.

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