Scoperto dai carabinieri

Tentata corruzione ad Albenga, Ramò attende l’interrogatorio davanti al gip

L'uomo è accusato di aver proposto ad un ispettore della polizia locale di far revocare l'ordine di demolizione di un bungalow dietro al pagamento di 4 mila euro

Savona, controlli dei carabinieri in città

Albenga. Sarà fissato probabilmente per venerdì mattina, davanti al gip Francesco Meloni, l’interrogatorio dell’albenganese Marino Ramò, il sessantaquattrenne attivo nel ramo dell’amministrazione immobiliare arrestato ieri dai carabinieri del nucleo investigativo provinciale di Savona con l’accusa di istigazione alla corruzione. Il giudice dovrà pronunciarsi sulla convalida di arresto, ma anche sulla misura cautelare da applicare nei confronti dell’uomo che, in occasione dell’audizione, avrà la possibilità di dare la sua versione rispetto alle accuse che gli vengono contestate.

Secondo quanto trapelato, Ramò avrebbe cercato di evitare la demolizione di un bungalow abusivo proponendo, per conto del proprietario della casetta, ad un ispettore della polizia locale di sistemare la pratica attraverso il pagamento di 4 mila euro.

L’episodio risalirebbe ad un mese fa quando l’arrestato, dopo averlo incontrato per strada casualmente, avrebbe chiesto aiuto al vigile per risolvere la situazione del manufatto abusivo. In quell’occasione Ramò avrebbe “allungato” un foglietto di carta con indicata la cifra che sarebbe stata versata in cambio della revoca dell’ordinanza di abbattimento per il bungalow. L’ispettore non solo ha rifiutato categoricamente l’offerta di denaro, ma ha anche inviato un esposto alla Procura di Savona che ha poi affidato l’indagine ai carabinieri.

Ieri la svolta sul caso: Marino Ramò sarebbe tornato alla carica con il vigile che, su indicazione dei militari, ha organizzato un incontro. Stavolta a monitorare la conversazione c’erano appunto i carabinieri che, una volta ribadita la proposta di denaro, sono intervenuti e lo hanno arrestato. L’amministratore di condomini ora si trova in carcere a Genova Marassi con la gravissima accusa di istigazione alla corruzione.

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