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Spotorno, minoranza furibonda con il sindaco Fiorini: “Violato il regolamento comunale, atteggiamento antidemocratico”

Lettera al Prefetto, assenza per protesta del gruppo "Spotorno che Vorrei" in Consiglio comunale

Spotorno. “Ennesimo sopruso perpretato dal sindaco di Spotorno nei confronti delle minoranze ed in questo caso del gruppo “Spotorno Che Vorrei”. La denuncia arriva proprio dai consiglieri di minoranza, con riferimento al mancato inserimento nell’ordine del giorno del Consiglio comunale di questa sera dell’interpellanza che era stata depositata dal gruppo di opposizione, riguardante la politica sportiva del Comune di Spotorno e diretta al consigliere comunale di maggioranza con delega allo sport Matteo Camia.

I consiglieri Francesco Bonasera e Massimo Spiga hanno così inviato una lettera al Prefetto: “Il sindaco ha violato il regolamento comunale. Già lo ha fatto con la convocazione dei consigli comunali in occasione delle surroghe, ora in occasione dell’ultima interpellanza presentata dal nostro gruppo consiliare”.

“Le interrogazioni, interpellanze e mozioni previste dallo Statuto sono di norma poste in discussione al primo punto dell’ordine del giorno della riunione del Consiglio comunale immediatamente successivo alla loro presentazione”.

“E’ l’ennesimo smacco alla democrazia ed ai regolamenti. Ci creda non capiamo cosa Lei voglia dimostrare! Lei sta gestendo la “cosa pubblica” come fosse un’azienda privata e questo non rientra nei canoni del pubblico amministratore”.

“Creare tensioni e non rispettare, come più volte dimostrato, i rappresentanti di un’ampia parte dell’ elettorato non fa il bene della nostra città, anzi.
Per le ragioni su esposte non parteciperemo alla seduta del prossimo Consiglio comunale e di ciò la riteniamo responsabile” si legge nella lettera indirizzata al Prefetto.

E ancora: “Nella stessa data il sindaco di Spotorno ci risponde dicendo che la norma sulla interpellanza è rogolata dall’art.55 e dall’art.8 affermando “dalla lettura delle due norme sopra citate si desume che le interrogazioni, interpellanze e mozioni devono essere poste al primo punto all’ordine del giorno e trattate di norma nel primo Consiglio comunale successivo alla loro presentazione e comunque entro 30 giorni dalla loro presentazione”.

“L’interpretazione è del tutto personale e prevede un “comunque” di troppo”. Per tale ragione il gruppo consiliare “Spotorno Che Vorrei” con il capogruppo Spiga ed il Condigliere Bonasera nonché vice presidente della Provincia hanno deciso di rispondere stufi di essere derisi dal sindaco Fiorini: “Il primo cittadino ci conferma quanto più volte abbiamo in passato dichiarato: vuol sempre dimostrare di aver ragione ed anche di fronte a situazioni palesi non Le sorge il dubbio che una persona può non essere sempre infallibile e che, in questo caso, i regolamenti non si possono interpretare come meglio fa comodo?

“Il regolamento è peraltro chiaro e la lingua italiana non può essere interpretata. L’art. 8 stabilisce (come limite massimo) il tempo necessario affinché il sindaco convochi il Consiglio comunale ed inserisca al primo punto l’interpellanza in modo che questa possa ricevere risposta. Questo articolo regola quindi l’iter procedurale delle interpellanze, delle interrogazioni e delle mozioni quali prerogative dei consiglieri. Senza il capoverso che ci occupa non ci sarebbe stato un limite temporale definito per trattare l’argomento”.

“L’art.55 (che per mero errore di battitura abbiamo indicato con il n.56 nella nostra precedente lettera),peraltro trascritto integralmente nella nostra nota del 16/7 u.s., è successivo all’Art.8 e stabilisce che un’interpellanza, una interrogazione od una mozione vanno inserite al primo punto dell’o.d.g. “della riunione del Consiglio Comunale immediatamente successivo alla loro presentazione”.

“Le norme non posso essere interpretate a piacimento. Il “comunque” da Lei citato nella Sua risposta non è applicabile in quanto i trenta giorni sono il limite massimo nel quale il sindaco deve convocare il Consiglio comunale ma nel caso in cui il Consiglio venga convocato dopo la presentazione di un’interpellanza questa deve essere discussa in quel consiglio”.

“Quindi il suo comportamento non è conseguente all’applicazione del regolamento, che in questo caso non è avvenuto, ma bensì alla volontà di irridere il nostro gruppo di minoranza dimostrando che, anche con una maggioranza appena sufficiente, può continuare a governare senza tener conto dei normali rapporti amministrativi e politici tra gruppi espressione del paese”.

“Un’ultima considerazione. Nella risposta il sindaco riferisce “tenuto conto anche del tempo necessario al consigliere interpellato di poter raccogliere dati utili ad una puntuale risposta”… Bene, ma Fiorini avrebbe dovuto evitare di convocare il Consiglio in data 18/7 o meglio ancora “tirar su il telefono” e chiedere al capogruppo di Spotorno Che Vorrei di poter inserire l’interpellanza nel prossimo consiglio. Ma forse il nostro sindaco avrebbe dovuto mettersi al nostro pari e questo è probabilmente chiedere troppo” concludono Bonasera e Spiga.

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