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Riciclo delle batterie, i Verdi: “Nuove opportunità di lavoro anche nel Savonese”

L'appello di Castellazzi ad aziende e sindacati "per una vera 'Green economy'"

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Savona. “Il mondo cambia velocemente e si moltiplicano le nuove tecnologie: computer, cellulari, mezzi di trasporto elettrici con batterie, ecc. I sistemi di produzione cambiano e si aprono nuovi mercati. Come già avvenuto in passato si stanno perdendo posti di lavoro in alcuni settori ma si aprono opportunità in altri settori qualificati, con un processo che si sviluppa in modo esponenziale. Il mondo del lavoro e le imprese possono e devono reagire nell’ambito di quella ‘Green economy’ che i Verdi, in tutta Europa, hanno già proposto molti anni fa”. Inizia così l’analisi del Portavoce dei “Verdi” della provincia di Savona Gabriello Castellazzi che invita ad aprire a nuove possibilità di investimento.

“Oggi viene alla ribalta il probelma dei mezzi di trasporto elettrici che utilizzano batterie al litio (nel mondo 1 milione di tonn. Nel 2018, 5 milioni di tonn. Nel 2025) e del loro necessario riciclo. Oggi tutti si stanno convincendo della necessità di utilizzare motori elettrici al posto dei motori a combustione. E’ inutile ormai recriminare sul passato e sui ritardi colpevoli di chi, per un calcolo economico miope, anche in Italia ha volutamente privilegiato i combustibili fossili, mentre già vent’anni fa in estremo Oriente si perfezionavano quelle auto elettriche che anche noi oggi dobbiamo utilizzare se non vogliamo vedere le città soffocate dall’inquinamento. Oltre al riciclo del litio, si presenta la necessità di recuperare altri elementi preziosi, quali: nichel, cobalto, manganese, ecc. Questa realtà apre nuovi problemi relativi all’utilizzo razionale delle risorse naturali, in questo caso quelle minerarie purtroppo limitate. Ne approfittano per criticare e ritardare queste nuove tecnologie coloro che, ironizzando su Greta e cambiamenti climatici, insinuano dubbi sulla validità eco-sostenibile dei veicoli elettrici a batteria” osserva il portavoce dei Verdi.

“Ma mentre i motori a combustione producono CO2, non eliminabile, che influisce direttamente sul progressivo riscaldamento dell’atmosfera, i minerali necessari per le batterie possono essere recuperati quasi in toto, riducendo al minimo i danni ambientali, in attesa di scoprire nuove tecnologie ancora più avanzate. I Paesi produttori di metalli necessari per le batterie sono: Cile, Argentina, Bolivia, Cina, Australia, Brasile, Portogallo, Afghanistan, USA e diversi paesi dell’Africa dove i sistemi di estrazione sono veramente problematici. Oggi il riciclo dei preziosi minerali è molto limitato e il problema riguarda anche la ‘seconda vita’ per gli elementi rari utilizzati in computer, smart phone, ecc. Il ritardo nell’utilizzo delle nuove tecniche ecosostenibili di recupero è notevole, eppure il giro d’affari, con il relativo potenziale economico, sarebbe enorme perché già oggi troviamo enormi depositi di materiali riciclabili in attesa di una ‘second life’. Nell’ Unione Europea il tasso di riciclo delle LIBs (Lithium-ion battery) si aggira intorno ad un misero 5%. Alcuni Paesi si stanno però inserendo in modo intelligente in questa nuova attività: in Germania si sono attivati ultimamente 15 nuovi operatori nel settore del recupero di litio da batterie esauste. Nuove aziende stanno operando in Cina (80), Corea e Filippine. In Italia, per quanto è di nostra conoscenza, è stata aperta una sola azienda in questo settore. Quindi le possibilità di nuovo lavoro sono a portata di mano e siamo certi che anche in provincia di Savona esistono aziende con competenze tecniche capaci di inserirsi a pieno titolo in questa reale ‘green economy'” conclude Castellazzi.

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