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Richieste di credito delle imprese savonesi nel primo semestre 2019: calo del 2,8%

In Liguria -3,3%, la provincia savonese è quella che registra l'importo medio più alto con 53.408 euro

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Savona. Il numero di richieste di valutazione e rivalutazione degli affidamenti presentate dalle imprese nel savonese vede un calo del 2,8%. Il dato emerge dallo studio sull’andamento delle richieste di credito, secondo le elaborazioni effettuate sul patrimonio informativo di EURISC – il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF.

A livello nazionale, dopo un 2018 che si era concluso in crescita grazie alla performance positiva all’ultimo trimestre (che aveva fatto segnare un +4,1%), i dati relativi ai primi 6 mesi dell’anno in corso evidenziano una inversione di tendenza che si concretizza in un calo del -3,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a cui si accompagna anche una flessione dell’importo medio richiesto (-1,2%). A determinare questa dinamica involutiva può aver contribuito l’incertezza del quadro macroeconomico generale e il peggioramento degli indicatori di fiducia, con le imprese italiane orientate ad adottare un approccio più attendista in questa prima metà d’anno.

Per quanto riguarda la Liguria, nel I semestre dell’anno il numero di richieste di valutazione e rivalutazione degli affidamenti presentate dalle imprese ha fatto segnare una contrazione del -3,3% rispetto al corrispondente semestre 2018. Nel complesso, le dinamiche rilevate a livello locale potrebbero essere influenzate da molteplici fattori, che non sono stati oggetto di approfondimento nello studio. In Regione si osserva un andamento disomogeneo, con La Spezia che mostra la flessione più accentuata, pari a -7,3%, a fronte del segno positivo, seppur lieve, di Imperia, con un +0,8%. A Genova la flessione è risultata pari a -2,8%.

Per quanto riguarda l’importo medio, con 44.288 euro la Liguria si colloca al di sotto della media nazionale. Il valore più elevato si registra a Savona, con 53.408 euro, seguita da Genova, con 49.925 euro; il valore più basso, invece, è stato registrato a Imperia, con 31.342 euro.

“In questa prima metà dell’anno si evidenzia un rallentamento del numero di interrogazioni relative alle richieste di valutazione e rivalutazione degli affidamenti presentate dalle imprese. Sull’inversione di tendenza rispetto ai trimestri precedenti pesa anche l’incertezza sull’evoluzione del quadro macroeconomico, che potrebbe aver indotto le imprese, soprattutto quelle di piccola e media dimensione, ad adottare un atteggiamento attendista e a rinviare gli investimenti a momenti più favorevoli” commenta Simone Capecchi, direttore di CRIF.

“Sul fronte dell’offerta va sottolineato come il mercato del credito alle imprese stia vivendo una fase di forte cambiamento, accelerata dall’avvento di nuove normative e nuove tecnologie guidate da logiche di Big Data e Machine Learning. Nello specifico, si sta assistendo non solo a una innovazione nei processi di valutazione del merito di creditizio, ma anche alla ridefinizione della relazione tra imprese e aziende di credito, in uno scenario sempre più competitivo. In questo contesto, l’affermarsi dei paradigmi dell’Open Banking, con la diffusione di soluzioni Business Financial Management (BFM), consentirà alle aziende di credito di raggiungere le imprese in real-time e di comporre nuove offerte a valore aggiunto, ad esempio soluzioni per la gestione del credito commerciale o l’anticipo fatture” conclude Capecchi.

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