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Regione, Vaccarezza e Muzio (FI): “Apporre la Medaglia d’Oro sul gonfalone italiano di Zara”

"Il riconoscimento assegnato da Ciampi nel 2001 ma mai effettivamente consegnato"

Regione. Apporre sul gonfalone dell’ultima amministrazione italiana della città di Zara la Medaglia d’Oro al Valore Militare assegnata il 21 settembre 2001 con “motu proprio” dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ma mai effettivamente consegnata. Lo chiedono i consiglieri regionali di Forza Italia Angelo Vaccarezza e Claudio Muzio, che con una mozione depositata stamane invitano il presidente Giovanni Toti e la Giunta regionale a sollecitare gli Enti e le Autorità competenti affinché venga quanto prima organizzata la cerimonia ufficiale di apposizione della medaglia.

“Regione Liguria – scrivono Vaccarezza e Muzio nel testo della mozione – si è da tempo distinta per l’impegno a mantenere viva la memoria del martirio e dell’esodo degli italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia, varando nel 2004 un’apposita legge e promuovendo ogni anno un concorso per le scuole e un viaggio per gli studenti sui luoghi della tragedia. Da ultimo il Consiglio regionale ha approvato, il 25 giugno scorso, la nostra mozione finalizzata alla revoca di tutte le onorificenze conferite dallo Stato italiano al maresciallo Tito. In forza di questo impegno chiediamo al presidente Toti di farsi parte attiva anche su questo tema, affinché sia concretamente riconosciuto il valore del particolare tributo di sangue e di sofferenza pagato dagli italiani di Zara”.

“Durante il secondo conflitto mondiale Zara fu infatti il capoluogo di Provincia italiano più colpito dalla guerra – sottolineano i due consiglieri di Forza Italia – anche a seguito di una duplice occupazione straniera: quella nazista prima e quella comunista titina poi. Dal 2 novembre ’43 e fino al 31 ottobre ’44 la città fu oggetto di numerosi bombardamenti da parte anglo-americana, sollecitati, secondo quanto sostenuto da numerosi studi storici, dal maresciallo Tito. Venne sganciato un carico complessivo di ordigni per oltre 520 tonnellate, paragonabile a quello con cui venne colpita Montecassino. Le bombe su Zara causarono la morte di almeno 2.000 persone e distrussero l’85 per cento della città”.

“Dopo la fine dei bombardamenti – proseguono – le cose non migliorarono, perché l’ingresso in città delle milizie titine fu per gli italiani di Zara ancora più tragico: almeno 900 nostri connazionali furono annegati, uccisi nelle foibe o sommariamente giustiziati. Tra di loro, ricordiamo che vi furono anche i fratelli Nicolò e Pietro Luxardo, genovesi di origine e titolari a Zara dell’omonima fabbrica di liquori, uccisi per annegamento. Conseguenza finale dell’occupazione titina fu l’esodo della popolazione italiana, al termine del quale rimasero in città soltanto 12 famiglie su oltre 21 mila abitanti”.

“Le motivazioni con cui nel 2001 il presidente Ciampi ha assegnato la Medaglia d’Oro al valor militare al gonfalone dell’ultima Amministrazione italiana di Zara parlano chiaro e riconoscono alla popolazione di Zara, ‘città italiana per lingua, cultura e storia’, ‘grande coraggio e la valorosa determinazione nei momenti supremi… Fulgido esempio di attaccamento alla Patria e delle più elevate virtù militari’. E’ tempo dunque che questa Medaglia d’Oro venga concretamente apposta sul gonfalone custodito a Roma”.

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