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Regione, il gruppo Pd all’attacco sul bilancio: “Scarsa crescita, criticità sui trasporti e pesante disavanzo sulla sanità”

Critiche del consigliere regionale Michelucci sul documento presentato in consiglio

Regione. “Il 2019 sarà l’ennesimo annus horribilis per la Regione Liguria. A dirlo sono gli stessi dati scritti dalla Giunta regionale all’interno del documento di economia e finanza appena presentato, che ritocca al ribasso le previsioni del Def di dicembre, visto che invece di crescere dell’1,2%, dobbiamo fare i conti con una meno 0,1%. Siamo in recessione e il prossimo anno saremo in stagnazione e così fino al 2022. Insomma ci troviamo di fronte al completo fallimento del modello Toti”. Così il gruppo Pd in Regione sull’assestamento di bilancio discusso oggi in consiglio regionale.

“Da quando questa maggioranza governa la Liguria, sul fronte occupazionale, abbiamo avuto solo tre trimestri positivi nel 2018, per il resto la Liguria ha dovuto fare i conti soltanto con segni meno, compreso il primo trimestre del 2019. Un dato quest’ultimo in controtendenza rispetto a quello del Nord Ovest e persino del Paese, nonostante il peggioramento del quadro nazionale avvenuto negli ultimi 12 mesi. La Liguria oscilla tra recessione e stagnazione, tra il segno meno e lo zero virgola. E questo vale per tutti gli indicatori principali: dai consumi delle famiglie a quelli della pubblica amministrazione, dagli investimenti all’industria, all’agricoltura e ai servizi. Cresce la disoccupazione e il turismo, che era uno dei pochi settori in crescita, segna il passo, come conferma lo stesso osservatorio regionale: a maggio gli arrivi in Liguria sono calati del 12%, da gennaio le presenze in Liguria scendono del 5,5% e a Genova del 7%”.

Durante il consiglio regionale di questa mattina Juri Michelucci ha presentato la relazione di minoranza del gruppo Pd.

Secondo il consigliere il documento di economia e finanza 2020/2022 fornisce spunti utili per formulare un giudizio sull’attività amministrativa. “La complessiva situazione dell’economia e della crescita della Liguria – quasi del tutto assente – non corre di pari passo con i toni trionfalistici con cui questi adempimenti di bilancio sono stati presentati. E neppure con il giudizio della Corte dei Conti che, nella parifica, ha espresso un giudizio severo su alcune questioni cogenti, prima fra tutte, la spesa sanitaria”.

“Le tabelle presentate nel Documento Economico di Programmazione regionale – ha aggiunto – sono impietose, evidenziano una situazione economica ligure di totale stagnazione se non recessiva”. Il consigliere ha poi analizzato alcuni aspetti specifici: “Quali effetti concreti hanno prodotto i circa 14 milioni investiti del Fondo strategico regionale, visto che i dati economici dipingono una regione ferma e non competitiva come le altre realtà del nord Italia?”.

Michelucci ha criticato anche la politica sul trasporto pubblico rilevando che sul trasporto su gomma si prevede un taglio di 500 mila euro nella città metropolitana e, nel 2020, una riduzione di 1 milione sui rinnovi contrattuali dei dipendenti. “Il turismo – ha commentato – ha beneficiato in questi anni di una congiuntura favorevole non sostenuta da una vera politica di sviluppo e oggi i turisti vanno altrove mentre in Italia in media il turismo continua a crescere”.

Secondo Michelucci anche il settore agricolo mostra problematiche concrete: “Nel documento che la giunta ha presentato si sottolinea come il dato relativo all’abbandono del territorio abbia assunto dimensioni preoccupanti. Perché in 4 anni e mezzo non ha mai investito nel recupero dei terreni agricoli come la legge regionale sulla Banca della terra avrebbe consentito di fare?”.

Il consigliere ha rilevato, inoltre, che il tasso di disoccupazione tra i 15 e i 24 anni sale e aumentano i giovani estromessi dai meccanismi dell’istruzione e della formazione: “Prima il sistema consentiva ai ragazzi di imparare un mestiere, oggi i dati dell’abbandono scolastico e della non adesione a percorsi formativi dicono che i giovani stanno a casa e basta. Eppure di fronte a un allarme come quello che si evidenzia nel Defr, assistiamo ad investimenti ingenti nel Salone Orientamenti, mirati a trasformare in un evento passerella quello che dovrebbe essere un mezzo per rispondere concretamente al grido delle giovani generazioni”.

Le maggiori critiche di Michelucci si sono concentrate sulla sanità: “Disavanzo conclamato, fughe in aumento in conseguenza di liste d’attesa infinite anche per esami salva vita, personale all’osso, assunzioni che non vengono avviate, posti letto insufficienti, ospedali e strutture fatiscenti, una provincia, quella della Spezia, abbandonata a se stessa senza un piano strategico e di emergenza, ospedali dati in mano ai privati su cui, peraltro, si è abbattuta l’impugnazione del TAR relativamente alle assegnazioni di Cairo e Albenga”.

Secondo il consigliere, “a fronte di maggiori introiti dovuti all’aumento del Fondo sanitario nazionale, delle tasse regionali, dei tagli al personale e su alcuni servizi in appalto, è raddoppiato il numero dei liguri che vanno a farsi curare fuori regione e il debito non è dimezzato. Per i prossimi tre anni – ha aggiunto – si prevedono 71 milioni di fughe all’anno, e siamo già passati dai 34 milioni del 2017 ai 53 del 2018”.

“Noi proponiamo – ha dichiarato – la costituzione di un fondo per agevolazioni rivolte alle famiglie meno abbienti che consenta di sgravare il superticket sulla base del reddito con un’operazione strutturale” e ha concluso la relazione polemizzando sulla sede della giunta: “Si spende un altro milione e mezzo per la sede di piazza De Ferrari, che grava con un mutuo pesantissimo sui liguri”.

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