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Privatizzazione ospedali, Rifondazione: “Lo stop del Tar mette a nudo la cattiva gestione della Regione”

"Non ci sono strategie adatte, la privatizzazione oltre a essere inaccettabile non rispetta le regole amministrative per un bando di assegnazione"

Cairo/Albenga. “La sentenza 609/2019 del Tar Liguria che ha bloccato l’assegnazione degli ospedali di Cairo e Albenga all’Istituto ortopedico Galeazzi di Milano non fa che mettere a nudo, ancora una volta, la cattiva gestione dell’attuale giunta regionale condotta dal presidente Toti e dall’assessore Sonia Viale. L’ennesima conferma di come non ci siano strategie adatte per il sistema sanitario e per un piano generale che lo sappia organizzare. L’unica strada utilizzata, la privatizzazione, oltre ad essere inaccettabile, è senza il rispetto delle normali regole amministrative per un bando di assegnazione”.

E’ il commento di Fabrizio Ferraro, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, alla sentenza del Tar che ha accolto il ricordo del Policlinico di Monza. “I due ospedali della nostra provincia sono stati svuotati, in attesa dell’arrivo dei privati – denuncia Ferraro – senza ascoltare la voce dei cittadini dei territori interessati, e senza comprendere un vero confronto con le organizzazioni sindacali. Questa maggioranza al governo della Liguria continua ad andare avanti per la sua strada, forzando qualsiasi ostacolo e dimostrando di non saper seguire nemmeno i criteri giuridici nazionali. Dati alla mano, non c’è da stupirsi più di tanto, perché alle cattive scelte politiche si aggiunge anche un problema di capacità di scrittura di un semplice bando di gara. Sommati insieme, i due elementi portano la nostra Regione ad avere il tasso più alto di impugnazioni davanti ai tribunali amministrativi e non solo. L’ultimo caso prima di questo era stata la legge sui parchi, impugnata giustamente davanti alla Corte Costituzionale”.

“La posizione di Rifondazione Comunista sulla privatizzazione della sanità è sempre stata la stessa – ricorda – eravamo, siamo e saremo contrari, perché il diritto alla salute non può diventare un’opportunità economica di profitto di pochi privati sulle spalle della gente che soffre. Non potendo contare nell’immediato su un cambio di rotta totale della politica sanitaria ligure, e in attesa che la giustizia amministrativa faccia il suo corso decidendo le sorti della controversia tra il Galeazzi di Milano e il Policlinico di Monza, bisogna evitare che il sistema sanitario collassi su se stesso ed è necessario il ripristino di tutti i servizi sanitari di queste due strutture, che ad oggi sono solo dei contenitori vuoti”.

“L’assessore Viale potrà anche infischiarsene della nostra contrarietà alla privatizzazione, bollandola come posizione ideologica, ma nel mentre sarebbe il caso che migliorasse le sue conoscenze su come si scrive un bando di gara per l’assegnazione di una Struttura pubblica. Male non fa” conclude.

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