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Polemica in Consiglio regionale: “L’assessore Viale abbandona l’aula per correre da Salvini”

Proprio durante la discussione sull'emergenza caldo negli ospedali

Liguria. “Il comportamento tenuto stamattina dall’assessore Viale ci appare del tutto incomprensibile, immotivato e fondamentalmente sbagliato. A fronte di 4 interrogazioni in discussione, di cui una nostra, l’assessore abbandona il consiglio rifiutandosi di ascoltare le repliche dei consiglieri proponenti. Grave: in 4 anni di legislatura, non si è mai visto che un assessore lasci l’aula mentre si affrontano temi di sua diretta competenza e responsabilità. Sappiamo che nelle prossime ore si svolgerà un incontro istituzionale in Prefettura con Salvini e Toti, cui l’assessore Viale non intende rinunciare per sue questioni politiche. Ma, nella circostanza, la visita del ministro è soltanto un pretesto per non ascoltare argomentazioni particolarmente sgradite sull’emergenza caldo negli ospedali liguri. Ci siamo appellati anche ai consiglieri di maggioranza, perché la tenuta democratica nelle istituzioni passa dai comportamenti di tutti”. Lo dichiara il capogruppo di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Gianni Pastorino, commentando la defezione dell’assessore Viale nel corso della discussione sull’emergenza caldo negli ospedali liguri.

Dure le parole dei consiglieri regionali del M5S: “A ulteriore riprova della sua incompetenza, Viale, pur di accorrere da Salvini oggi a Genova, ha abbandonato l’Aula nel bel mezzo della nostra replica. Una vergogna! Avrebbe dovuto attendere le repliche degli interroganti. È stata una grave mancanza di rispetto per tutta l’Assemblea legislativa, e per i pazienti che patiscono il disagio legate ai malfunzionamenti delle strutture sanitarie. Viale è inadeguata su tutti i fronti”.

“Visti gli impegni ad alti livelli istituzionali degli assessori che hanno segnalato con il dovuto anticipo (e nel rispetto delle regole) la loro assenza questa mattina, ritengo del tutto pretestuosa la polemica delle opposizioni in merito. Tre assessori sono presenti, la maggioranza è presente con i suoi consiglieri, si può tranquillamente discutere delle interrogazioni all’ordine del giorno che riguardano almeno una quindicina di deleghe diverse”. Così il Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti ha commentato, intervenendo in aula, la polemica delle opposizioni in Consiglio riguardo alla partecipazione sua e del vicepresidente e assessore alla Sicurezza Sonia Viale all’incontro di questa mattina in Prefettura con il ministro dell’Interno Salvini in merito al futuro dei beni oggetto della confisca Canfarotta a Genova. “Se vogliamo mettere a tema una modifica dello statuto del Consiglio siamo disponibili – ha aggiunto Toti – La riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori, e l’ampiezza delle deleghe, non garantiscono ai consigli regionali una funzionalità tale da soddisfare tutte le richieste delle opposizioni”.

In merito alla polemica delle opposizioni la vicepresidente Sonia Viale ha aggiunto: “Peccato che le opposizioni in Consiglio regionale mi abbiano insultata, perché dopo aver risposto alle interrogazioni sono andata in Prefettura come comunicato con largo anticipo nei giorni scorsi. La lotta alla mafia è un dovere istituzionale al quale nessuno deve sottrarsi. Il mio rispetto pe l’aula consigliare è noto a tutti e dall’inizio della legislatura ho risposto a 664 interrogazioni”, ha concluso.

“Davvero volete farci credere che il vicepremier Salvini non avrebbe capito pochissimi minuti di ritardo da parte di Sonia Viale, impegnata non su futili questioni bensì su temi importanti come la Sanità e il grave disagio legato al caldo negli ospedali liguri? Per quanto riguarda la visita del Vice premier e Ministro della Repubblica, stupisce che invece Toti sia rimasto in Aula per tutto il tempo che sarebbe stato utile a Viale per ascoltare le quattro repliche dei quattro interroganti, per un totale di 10 minuti in tutto. Toti si è protratto per almeno 20 minuti, dopo la “fuga” di Sonia Viale. L’assessore alla Sanità ha volutamente scelto di uscire in fretta e bofonchiando a metà di un replica di 2 minuti. Davvero non è pensabile che l’assessore non potesse almeno attendere il termine di quel primo intervento, cioè un minuto. Ed è assai poco verosimile che non potesse nemmeno attendere gli ulteriori 8 minuti in tutto. L’uscita di Viale aveva tutto il sapore della fuga: infatti non ha risposto nel merito a nessuna interrogazione nel suo precedente intervento, per regolamento dedicato alle risposte. Anzi, ha compiuto l’ennesima giravolta retorica. Una pratica ormai consueta per l’assessore di una Sanità regionale purtroppo in ginocchio”. Così la capogruppo regionale Alice Salvatore replicando ancora a Toti e Viale.

E il gruppo Pd in Regione aggiunge: “La Giunta ligure non mette in condizioni di lavorare il Consiglio regionale, a causa delle continue assenze degli assessori. Oggi su 25 interrogazioni iscritte all’ordine del giorno ne sono state discusse meno di una decina e, per la prima volta da quando si ha memoria, un’esponente della Giunta, la vicepresidente Viale, ha lasciato l’aula prima di ascoltare le repliche dei consiglieri (tra l’altro su un tema delicato come quello del caldo all’interno degli ospedali liguri). Una mancanza di rispetto senza precedenti nei confronti dell’opposizione e degli stessi cittadini”.

“L’impegno dell’assessore era la visita genovese del vicepremier – e leader del suo partito – Matteo Salvini, per un’iniziativa sulla valorizzazione dei bene confiscati alla mafia (intervento peraltro che gode di un finanziamento regionale di 500 mila euro, messo a bilancio grazie a un emendamento proposto dal Gruppo del Partito Democratico nel corso dell’ultima sessione di bilancio). Il presidente della Giunta Toti, anche lui invitato all’incontro con Salvini, si è fermato in aula per rispondere alle obiezioni dell’opposizione. E l’assessore Viale avrebbe dovuto e potuto fare lo stesso. Evidentemente l’assessore è uscita dall’aula perché si è resa conto che ormai non è più possibile sostenere, come fa da quattro anni, la tesi secondo la quale nella sanità ligure tutto vada per il meglio e la situazione sia sotto controllo. I fatti eclatanti di questi ultimi mesi (caldo nei reparti, fughe sanitarie alle stelle e bandi bocciati dal Tar) smentiscono categoricamente questa narrazione”.

“Da tempo, inoltre, è sempre più difficile, per l’opposizione, svolgere il proprio ruolo di sindacato ispettivo, viste le frequenti assenze degli assessori. Oggi il Consiglio regionale si è aperto alle 10,15 e si è chiuso alle 11,45. Più della metà delle interrogazioni non ha ricevuto risposta. È una vergogna per il Consiglio regionale” concludono i consiglieri Dem.

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