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Piano della Mobilità a Savona: ecco il nuovo percorso anulare a senso unico

Le parole del vice sindaco Massimo Arecco, ora l'incarico ad un pool di esperti

Savona. “La bozza per il nuovo Piano della Mobilità è stata messa a punto seguendo una filosofia più ampia riguardo a ciò che Savona potrebbe e dovrebbe diventare in futuro: la modifica della circolazione nel centro cittadino è stata sicuramente la parte più complessa da elaborare, con l’intento di trasformare alcuni problemi attuali in potenzialità, anche attraverso la creazione di nuove linee del Trasporto Pubblico Urbano, più funzionali e comode rispetto ai principali luoghi d’interesse pubblico. E’ stata studiata una soluzione sicuramente perfettibile, sulla quale occorrerà lavorare ancora molto, con alcune criticità da risolvere, ma che viene messa a disposizione per essere approfondita, discussa ed infine attuata”.

Così il vice sindaco e assessore alla viabilità Massimo Arecco torna sul Piano Mobilità al quale sta lavorando Palazzo Sisto.

Nel merito: “E’ stata ipotizzata la creazione di un percorso anulare a senso unico (eccetto per il tratto compreso tra via Don Minzoni e via Giusti, e via Gramsci, mantenuti a doppio senso) antiorario, a due corsie, una per i mezzi privati e l’altra per i bus, sviluppato attorno al centro della città, dedicato alla viabilità principale. La peculiarità di questo tracciato è di essere contiguo alla quasi totalità dei luoghi pubblici di maggior importanza e frequentazione (i cosiddetti punti attrattivi)”.

“Partendo dalla Stazione Ferroviaria, punto di snodo e di interscambio con il trasporto su ferro (per il quale, di recente, è stata finalmente presa in considerazione la proposta di potenziamento della linea da e per il Piemonte, con l’inserimento del secondo binario sulla tratta Savona – Cairo), si percorre via Pirandello fino alla rotonda di via Collodi”.

“Si è ipotizzato di invertire il senso di marcia lungo l’asse di via Collodi, via Corsi, via Giuria, fino all’innesto con via Gramsci. Preso atto della limitata larghezza della strada, il tratto fino al ponte di Santa Rita non prevede la presenza di una corsia riservata ai bus. L’innesto tra via Gramsci e corso Mazzini dovrà essere studiato con particolare cura, prevedendo la più opportuna soluzione tecnica: utilizzo della rotonda esistente davanti al mercato civico, oppure inserimento di una seconda, nuova, rotonda a ridosso di via Giuria, oppure un nuovo sistema semaforico. Si procede quindi su via Gramsci fino alla Torretta”.

E ancora: “In via Berlingeri si è ipotizzato di invertire il senso di marcia, si prosegue lungo via Famagosta, piazza Diaz, via dei Mille, piazza Marconi, via Brignoni, piazza Saffi, via Don Bosco (riportata all’antico senso di percorrenza), via Aglietto, via Maciocio e la stazione. All’interno di questo percorso sono previsti due “innesti” nel centro ottocentesco: lungo via Manzoni e via XX Settembre: tale soluzione consentirà di avvicinare ulteriormente gli autobus ai punti attrattivi presenti in zona”.

“Un secondo vantaggio ottenibile invertendo il senso di marcia lungo l’asse da via Collodi a via Gramsci sarebbe quello di creare un’alternativa parallela all’asse che, da corso Tardy & Benech, prosegue lungo corso Mazzini, il porto e la Torretta. Tale tratto è già notevolmente congestionato, in particolare nel senso di marcia dall’autostrada (uscita Savona/Vado) al porto. Di fatto, il sistema anulare proposto dovrebbe contribuire a mitigare alcuni dei punti attualmente più critici della viabilità: corso Tardy & Benech, corso Mazzini, l’incrocio tra via Berlingeri e la via Aurelia, i tratti di via Famagosta, incrocio via Paleocapa e piazza Mameli. Questa proposta di nuova viabilità, a parte invertire i due sensi di marcia, non presenta modifiche strutturali rilevanti”.

“Ovviamente, fornire una risposta a tutti i problemi è impresa ardua e ci sarà qualcuno che non sarà soddisfatto, ma credo che quanto predisposto costituisca una buona base di partenza sulla quale sviluppare ulteriori e definitivi ragionamenti. A questo punto il compito di trasformare l’attuale bozza in un progetto definitivo, studiato nei minimi dettagli ed ulteriormente arricchito e mediato dalle osservazioni che perverranno dalla società civile, potrà essere affidato ad un pool di esperti” conclude Arecco.

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