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Nuovo carcere nelle aree ex Acna, associazione “Rinascita della Val Bormida”: “Proposta bocciata dai sindaci”

"Non ci sono le condizioni, anche per i ritardi nella bonifica ambientale"

Val Bormida. “Davvero i sindaci piemontesi avrebbero espresso un giudizio positivo rispetto alla proposta dell’ex sindaco e dell’attuale primo cittadino di Cengio di proporre la costruzione di una casa circondariale sulla area A2 (quella su cui insistevano la produzione e gli impianti) dell’ex Acna? Abbiamo constatato di prima mano che nessuno ha avuto modo di esprimere alcun parere, tantomeno positivo”. Così l’associazione Rinascita della Valle Bormida interviene nel dibattito sul futuro delle aree valbormidesi.

Tutti loro, anzi, sono ben convinti di altro, almeno a ben leggere il documento inviato alla Regione Piemonte e al Ministero dell’Ambiente proprio nei giorni scorsi: “…La zona A2… (è) destinata a insediamenti produttivi, ma di fatto impedita a tale finalità dagli inquinanti del sottosuolo e dalle complicanze determinate dalle acque meteoriche e di falda”.

“E ben a ragione i sindaci hanno così espresso il loro pensiero. Certamente erano a conoscenza delle conclusioni tratte dal Centro di Competenza Idrologica e Idrogeologica, rappresentato dall’ing. Carlo Cesio, per conto della Provincia di Savona, del 17.6.2014, che “…debba essere potenziato l’attuale
sistema di emungimento al fine di evitare che l’acquifero sub-superficiale confinato in area A2 e A2 bis possa raggiungere livelli prossimi al piano di
campagna”.

“L’area A2 bis è quella su cui insiste il depuratore. E aggiunge: si sottolinea che l’attuazione di quanto specificato in questa prima osservazione sia da ritenersi condizione minima e necessaria per poter almeno ipotizzare un riutilizzo, se pur parziale (limitato per ora alla sola zona A2), del
sito…”.

“In considerazione del fatto che tale relazione è di quattro anni successiva ai ‘collaudi’ (2010), che hanno… certificato la fruibilità dell’area A2, è evidente che pare esserci ancora molto lavoro da fare. Per esempio, costruendo delle vere barriere a tenuta idraulica lungo tutto il lato ferrovia ed il lato portineria. A meno che Syndial non desideri per l’eternità presidiare il sito e depurarne i percolati” conclude l’associazione valbormidese.

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