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Multe tra il Malpasso e Varigotti, la protesta: “Giuste le sanzioni, ma i proventi utilizzarli per risolvere degrado e abbandono” fotogallery

"Situazione parcheggi impossibile, persistono problemi da anni: almeno investire in servizi e interventi sul territorio"

Finale Ligure. “Utilizzare i proventi delle multe al Malpasso e sul litorale di Varigotti per interventi sul territorio, dove persistono situazioni di degrado che durano da anni”. La provocazione arriva da uno storico turista finalese, che ha preso spunto da una sanzione amministrativa, con successiva rimozione del mezzo sull’Aurelia in prossimità del porto di Finale Ligure.

Il turista ha inviato una lettera al sindaco di Finale e ad altre istituzioni ed enti preposti.

“Premesso che la fila di macchine era prolungata per l’elevata presenza di turisti che servono al mantenimento economico della città. In ogni caso non contesto la sanzione ma l’italica situazione in cui l’onesto cittadino è indotto a compiere atti illeciti in mancanza di sane alternative. La multe sono, di fatto, una risorsa economica e consentono di sostenere le attività comunali e la gestione del territorio” afferma.

“Le oltre 500 sanzioni a settimana nei periodi estivi che, più o meno, sono recuperate da Varigotti, dovrebbero essere spese per aiutare tale luogo: pertanto la celerità dell’autorità che, giustamente, compie il suo dovere a multare i turisti (la fonte primaria di sostentamento del comune di Finale) dovrebbe esser altrettanto celere nel correggere una situazione di degrado di cui il borgo soffre (numerose sono le lamentele)”.

“Questo, purtroppo, non è un problema di pochi mesi ma di anni di mal gestione. Persiste uno stato abbandonato nonostante le proteste degli abitanti locali. Roba da sperduto paese africano ma con sanzioni amministrative più elevate di Miami (ma non di certo con gli stessi servizi)” aggiunge il turista con vena polemica.

“Pertanto la pretesa sul cittadino vessato da una mal gestione (non esistono parcheggi) dovrebbe essere equiparata quantomeno da una salvaguardia delle strade sia in termini di sicurezza, sia in termini di decoro”.

E nel merito: “In pratica si pagano le multe ma che almeno i proventi delle stesse siano impiegati per non avere disagi tipo: strada principale tra Varigotti e il Porto franata e nessun intervento rapido di ristrutturazione ma solo alcuni nastri colorati (sperando che il buon Dio risparmi l’area da un’altra mareggiata altrimenti, come da Ponte Morandi memoria, mezza Aurelia si ritroverà nel Mar Tirreno). Ovviamente in condizioni pericolose; vie non curate da almeno un anno (via degli ulivi coperta da sterpi e natura selvaggia che deturpa la riva); lampioni che non sono accesi alle ore 21 in prossimità del porto. Evidentemente i turisti e gli abitanti hanno sviluppato capacità visive notturne durante le camminate sul bordo della strada così da vedere le auto in movimento (la passeggiata è nel mare a fare compagnia alla fauna ittica). Inutile citare le evidenti strutture fatiscenti pericolanti che, forse, stanno trovando un supporto da qualche buon cuore di privati (ex Hotel Plaza). La via per il raggiungimento della millenaria Torre sul Golfo dei Saraceni che è sporca, mal curata, feci di cane (a volte pure umane) e con un cancellino di metallo semi divelto. L’edificio adiacente alla secolare Chiesa di San Lorenzo oramai ridotto ad una baracca fatiscente con la scritta “scuole” impressa nel muro”.

“Insomma, per prendere soldi dalle multe l’operazione è ultra rapida, mentre nell’investire dei denari per migliorare le cose non sono così veloci. Anzi assenti”.

“E’ pur vero che gli abitanti del borgo sono pochi e che quindi ininfluenti dal punto di vista elettorale. Ma questa minoranza non è rispettata ed è lasciata sola. Ci sono in Italia delle linee politiche che gridano spesso per il supporto delle minoranze. Ma solamente quelle d’oltremare e molto più “rumorose” mediaticamente di quelle locali che, puntualmente, devono vivere condizioni pessime nonostante paghino le tasse”.

“E’ un borgo storico che merita rispetto. E il turista andrebbe favorito con servizi e parcheggi, non costretto a cercare luoghi che sono strategici per il recupero di soldi (sulla sorta di uno Sceriffo di Nottingham) oltretutto non investiti nel recupero della zona”.

“Tanto finché il turista paga tutto va bene… Nei paesi civili non dovrebbe funzionare così” conclude amaramente.

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