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Medico in manette per violenza sessuale: le pazienti del dottor Giugliano confermano le accuse nell’audizione protetta

In Questura si è svolto l'incidente probatorio nel quale sia una sedicenne ed una quarantenne hanno ripetuto senza incertezze le rispettive versioni dei fatti

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Savona. Si è svolto questa mattina in Questura a Savona l’incidente probatorio relativo all’indagine per violenza sessuale che lo scorso 10 maggio aveva portato in manette il neurologo savonese ed ex dirigente dell’Asl 2 Michele Giugliano. Attraverso un’audizione protetta sono state sentite le due presunte vittime del medico, una paziente sedicenne ed una quarantenne, che secondo quanto trapelato avrebbero ribadito tutte le accuse mosse contro l’uomo senza incertezze.

Come avevano già fatto quando lo avevano denunciato, la ragazzina e la donna hanno quindi confermato la loro versione dei fatti anche davanti al giudice Alessia Ceccardi. Alla luce dell’esito dell’incidente probatorio è facile intuire che il sostituto procuratore Elisa Milocco porterà avanti le contestazioni nei confronti del dottor Giugliano, 63 anni, arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere (poi gli erano stati concessi i domiciliari su decisione del tribunale del Riesame) per violenza sessuale con l’aggravante di aver commesso il fatto con abuso di autorità.

Secondo l’accusa il medico avrebbe palpeggiato e tentato di baciare una paziente sedicenne durante una visita, ma anche abusato di una seconda paziente, quarantenne, mentre era ricoverata in ospedale ed immobilizzata a letto da una grave patologia.

Ad arrestare Michele Giugliano, che dopo lo scandalo che lo ha travolto è stato sospeso dall’ordine dei medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Savona, erano stati i poliziotti della squadra mobile di Savona. L’episodio per cui era finito in manette risalirebbe al dicembre scorso. Il medico avrebbe visitato a domicilio una paziente sedicenne che soffriva di crisi di panico. Dopo una prima visita in cui era presente anche la madre della paziente, durante la seconda, il dottor Giugliano avrebbe chiesto alla signora di uscire dalla stanza per consentire alla ragazzina di potersi confidare liberamente col medico. Invece – secondo la versione della presunta vittima – il professionista avrebbe approfittato della situazione per palpeggiare ed accarezzare la ragazzina, cercando poi anche di baciarla.

La sedicenne aveva raccontato subito alla mamma quello che le era appena successo. Una versione ripetuta anche davanti ad un neuropsichiatra che l’aveva poi presa in cura. Proprio il secondo medico aveva fatto scattare la segnalazione del presunto caso di violenza sessuale alla polizia.

Dopo aver eseguito tutti gli opportuni accertamenti investigativi, gli inquirenti avevano ritenuto credibile e fondato il racconto della ragazzina (a supporto della sua versione ci sarebbero anche alcuni messaggi di Whatsapp inviati dal medico ed il fatto che la sedicenne ha saputo riferire dove si trova una cicatrice sul corpo dell’uomo). Di qui la scelta del sostituto procuratore Elisa Milocco di chiedere l’arresto per Giugliano che ha sempre respinto con decisione ogni accusa.

Dopo la prima denuncia, era arrivata anche la seconda, quella della paziente quarantenne che aveva raccontato agli inquirenti di aver subito gli abusi mentre era ricoverata in ospedale. In quell’occasione il medico avrebbe approfittato del fatto che la paziente era immobilizzata a letto da una patologia per palpeggiarla.

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