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Jova Beach Party, oltre al danno la beffa: la mazzata mediatica per le spiagge liguri fotogallery video

Il sindaco Tomatis precisa: "Spiaggia abusiva? Sciocchezze, i lavori del molo sono stati sanati con apposita procedura"

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Il Jova Beach Party ad Albenga era già la notizia dell’anno, ma ora l’annullamento della data del 27 luglio l’ha trasformata in una notizia di portata nazionale che continua ad alimentare il dibattito mediatico sull’evento (mancato) e sui motivi della cancellazione del concerto di Lorenzo Cherubini. Nei giorni scorsi abbiamo parlato dell’ingente danno economico per il territorio del ponente savonese a seguito dello stop imposto alla festa musicale “on the beach” per la mancanza di spazi e dimensioni adeguate, con il tratto di litorale alla foce del Centa eroso dall’ultima mareggiata (10-12 metri di spiaggia).

Ma non c’è solo il danno provocato dai mancati introiti per alberghi, strutture ricettive, ristoranti, bar e negozi: il danno collaterale, e forse più grave, è quello di immagine per la riviera ligure e per le sue spiagge, fragili e in balia delle condizioni meteo-marine. L’annullamento del Jova Beach Party getta nell’agone mediatico la condizione dei litorali della Liguria. Un caso nazionale che ha posto alla ribalta dell’opinione pubblica una Liguria “defraudata” di una delle sue ricchezze principali, che ha fatto negli anni la fortuna di tanti operatori turistici.

Così oltre al danno la beffa: la ricaduta mediatica, in una stagione estiva non certo positiva stando agli ultimi dati sulle presenze turistiche, assume la connotazione di un vero e proprio tonfo a livello di pubblicità negativa. Nonostante si cerchi di gettare acqua sul fuoco (vedi le esternazioni del governatore ligure Giovanni Toti proprio sulle spiagge), ormai il tam tam su siti e tg nazionali pare non arrestarsi. Così, quello che doveva essere l’evento clou dell’estate 2019 e volano per il nostro territorio è diventato un boomerang dalle conseguenze ancora indefinite.

E questa mattina l’ultima stoccata, riportata dal “Corriere della Sera” e rilanciata da altri media, ovvero la spiaggia che avrebbe dovuto ospitare l’evento musicale sarebbe abusiva. La conferma, secondo quanto dichiarato al quotidiano milanese, arriva dallo stesso proprietario del lido destinato ad ospitare il concerto, Emanuele Podestà: “… Il mare arrivava fin sotto la passeggiata. Nel 2016 ho prolungato il molo a mie spese perché ho intravisto possibilità di sviluppo. Certo, l’ho fatto abusivamente, ma se avessi aspettato le autorizzazioni comunali qui non ci sarebbe stato alcuno sviluppo…”. 

Secondo quanto appreso da IVG.it sulla vicenda della spiaggia albenganese era in corso un procedimento a carico proprio del titolare in relazione ai lavori per il molo, eseguiti, appunto, senza i permessi di legge necessari, che avevano consentito di ampliare la spiaggia ingauna. Ma l’organizzazione non sapeva nulla della vicenda? Una domanda legittima se si pensa allo sforzo tecnico-logistico-organizzativo messo in piedi per realizzare l’evento. Oppure si è fatto finta di nulla per non compromettere l’atteso concerto? Da questo punto di vista è arrivata nel pomeriggio la precisazione del Comune di Albenga, per bocca dello stesso sindaco Roberto Tomatis: “La spiaggia non è assolutamente abusiva, in primis perchè la querelle riguardava il molo, in secondo luogo, e aspetto non meno rilevante, è già stata eseguita una procedura di sanatoria per l’intervento realizzato sul litorale albenganese, con tanto di conferenza dei servizi alla quale ha preso parte anche la Regione Liguria”.

Insomma forse i nodi vengono al pettine… E altri potrebbero venire fuori nei prossimi giorni: l’unica certezza rimane il danno per i tanti fans di Jovanotti che da mesi attendevano la festa musicale in spiaggia. Ora si cerca di correre ai ripari cercando soluzioni alternative per non perdere la data ligure del tour di Lorenzo Cherubini, ma l’impresa appare assai difficile.

A subire le conseguenze di questa “campagna mediatica negativa” non è solo Albenga, località ospite dell’Jova Beach Party, ma anche la vicina Alassio, che giusto qualche giorno fa è stata colpita dall’ennesima mareggiata che ha danneggiato non poco gli stabilimenti balneari del litorale. Nonostante i concessionari si siano fatti in quattro per cercare di rimediare ai danni, nel calderone è finita anche la città del Muretto, descritta anch’essa come “senza spiagge”.

Ma qualcuno si sta già attrezzando per rispondere per le rime al danno di immagine per il turismo della riviera ligure e a chi ha contribuito a creare questo alone catastrofico. Proprio ad Alassio si sta mettendo in moto una vera e propria contro-campagna pubblicitaria, una sorta di “contro-comunicazione” che inizia a prendere forma sui social per difendere il territorio della Liguria, le sue spiagge e il suo litorale: una diffusione di video e foto che mostrano quella che è in realtà la situazione attuale. Tutt’altro che così negativa, secondo i promotori dell’iniziativa.

Una risposta che si inserisce nel dibattito sulla speciale e difficile conformazione orografica della Liguria e del ponente savonese, “spazi stretti” e “vicinanza mare-monti”, sulla carta potenzialità uniche per il nostro turismo, ma anche armi a doppio taglio se non si metteranno in campo interventi veri e strutturali a difesa delle nostre coste e delle nostre spiagge, opere a lungo termine che consentano di “stare tranquilli” anche in caso di allerte meteo o altri fenomeni meteorologici: azioni di ripascimento una tantum non bastano più, i cambiamenti climatici lo dimostrano.

Quindi barriere e dighe soffolte a vasto raggio? Sabbia sottomarina per innescare un sistema dunale o altro ancora? Soluzioni cercasi (anche in questo caso…), pur considerando che salvaguardare e tutelare gli spazi di balneazione per la Liguria è molto più complesso a livello progettuale (e di costi) rispetto ad altre regioni costiere italiane. Qualcosa, però, bisogna fare, affinché un danno del genere per la Liguria e il savonese non si verifichi mai più.

Commenti

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  1. Scritto da arcobaleno

    Si poteva montare il palco dalla parte opposta… o si poteva organizzare allo stadio,dove ci sono sempre stati concerti negli anni passati…bah!