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I Magazine di IVG.it - Nera-Mente

Il lato oscuro delle fiabe: un lieto fine in realtà raro

"Nera-Mente" è la rubrica di Alice, appassionata di criminologia

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“C’era una volta una principessa che venne salvata da un principe”. “E vissero felici e contenti”. Con queste parole le nostre orecchie di bambini venivano accarezzate e accompagnate verso il sonno la sera, o intrattenute davanti ad un colorato e romantico cartone animato il cui finale non poteva che rasserenarci e farci sognare. Questo è avvenuto alla maggior parte dei bambini cresciuti negli ultimi ottant’anni.

Quello che non molti sanno è che tante delle più famose fiabe che ci sono state raccontate traggono spunto da storie narrate da centinaia di anni, che non finiscono proprio così bene, anzi: hanno una genesi oscura, da fare concorrenza ai più raccapriccianti film horror. Omicidi, suicidi, stupri, cannibalismo, tortura e altri eventi da cronaca nera, erano i finali originali delle storie che tanto ci hanno entusiasmato.

Compito della Disney è stato quello rivedere le storie di alcune delle fiabe poi diventati capolavori del cinema mondiale perché, se avessero mantenuto la trama originale, gli spettatori più piccoli ne sarebbero usciti letteralmente traumatizzati. Alcuni di coloro che conoscono le storie originali, però, pensano invece che la nota multinazionale statunitense, così facendo, abbia “svuotato queste storie della loro essenza”.
Ecco alcuni esempi, a voi il giudizio.

BIANCANEVE: TORTURATA E TRASFORMATA IN SCHIAVA

Sappiamo tutti che la matrigna Regina voleva morta la bella Biancaneve e che per questo motivo chiese al cacciatore di portarle il suo cuore, come prova della sua morte e per…Mangiarlo. Sappiamo anche che l’incorreggibile regina cattiva tenta di ucciderla tre volte: stringendole il corsetto fino a farla soffocare, con un pettine avvelenato mentre viene pettinata, e soffocandola con il boccone della mela. Eppure non tutti sanno che l’innocente fanciulla Biancaneve, una volta salvata dal principe, si vendica della regina facendola danzare sino a morire su delle scarpe di ferro incandescenti durante il suo matrimonio.

Questa è la fiaba originale dei fratelli Grimm. Ed ecco da dove è tratta: la prima versione si intitolava “La Schiavottella”, fu scritta da Gianbattista Basile nel 1634 e ed è una storia piena di particolari terrificanti. In questa storia, su una bambina grava una maledizione che la porterà a morire nel suo settimo anno di vita. Quando la ragazza compie sette anni, la madre le sta pettinando i capelli e il pettine si conficca nel cranio della ragazza, uccidendola apparentemente. La madre la mette in sette bare di cristallo, poste l’una dentro l’altra, e la nasconde in una camera nel castello. La madre alla fine muore di dolore, e affida la chiave della stanza al fratello, zio della bambina, dicendogli di non aprire la porta.

La moglie del fratello si impossessa della chiave, apre la porta e trova una bellissima giovane donna dentro le bare di vetro (la ragazza ha continuato a crescere mentre dormiva).
Pensando che il marito stia mantenendo la ragazza chiusa in camera per avere rapporti con lei, la trascina fuori per i capelli, rimuovendo il pettine e rompendo l’incantesimo.
La moglie le taglia la chioma fluente e la frusta a sangue con i suoi stessi capelli.
Fa poi della ragazza la sua schiava e la picchia ogni giorno, rendendo i suoi occhi neri e la sua bocca così sanguinolenta da far sembrare che fosse stata mangiata dai piccioni.
La ragazza decide di uccidersi, ma mentre affila la lama del coltello, racconta la sua storia a una bambola. Suo zio ascolta e la trama si rivela. Caccia quindi la moglie, cura la nipote, e poi la dà in moglie ad un uomo ricco.

PETER PAN, IL VIOLENTO

Nella versione originale di Barrie, Peter non è un innocente bambino sperduto.
Selvaggio e spietato, uccide infatti gli altri bambini sperduti quando il numero di questi cresce troppo. Per di più rapisce le bambine perché vuole che gli facciano da madre che non ha mai avuto.

CENERENTOLA…CHE UCCIDE LA MATRIGNA

La fiaba originale di Basile si intitola “La gatta Cenerentola” e ha un inizio un po’ differente dalla versione che conosciamo. Narra di una fanciulla che confida alla sua governante dei maltrattamenti della matrigna nei suoi confronti. La donna le consiglia di ucciderla, così Cenerentola le rompe il collo dentro a una cassapanca. Ma la governante sposa suo padre e la sorte di Cenerentola non cambia. Questa infatti ha sette figlie e la trattano da schiava, chiamandola Zezolla. Il seguito è poi quello conosciuto e in realtà ha un lieto fine a tutti gli effetti, ma è bello sapere che Cenerentola non è stata sempre così innocente.

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LA SIRENETTA: UN AMORE NON CORRISPOSTO CHE SFOCIA NEL SUICIDIO

La versione originale della fiaba di Hans Christian Andersen racconta di una bellissima sirena a cui viene concesso di andare a vedere il mondo emerso come regalo per i suoi quindici anni. È qui che la giovane si innamora di un principe dopo averlo salvato dall’annegamento. Per trasformarsi in donna ottiene un incantesimo dalla strega marina, che la accontenta, ma ad una condizione: ogni passo che farà sarà doloroso come camminare su dei rasoi (i suoi piedi sanguineranno incessantemente) e perderà per sempre la sua bellissima voce di sirena. Pur di avere l’amore del suo principe, la sirenetta è disposta a tutto. Peccato che invece lui abbia per la testa tutt’altro programma, tant’è che si sposa con un’altra donna. Le sorelle della Sirenetta le offrono un’ultima possibilità: un pugnale con cui uccidere il principe e ottenere il suo sangue, utile per annullare l’incantesimo e riavere la coda per tornare in mare. Lei rifiuta e preferisce togliersi la vita, buttandosi in mare e trasformandosi in schiuma.

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Queste sono solo alcune delle storie originali da cui sono state tratte le fiabe che noi conosciamo. Ce ne sono tante, tante altre. Se l’argomento vi interessasse, vi consiglio queste letture.

“Grimm: tutte le fiabe” di Grimm, B. Dal Lago Veneri; “Capuccetto rosso: una fiaba vera” di S. Calabrese, D. Feltracco; “Fiabe italiane: raccolte dalla tradizione popolare durante gli ultimi cento anni e trascritte in lingua dai vari dialetti da Italo Calvino” di I.Calvino;
“Fiabe italiane” di I.Calvino.

E voi, cosa ne pensate? Meglio le storie originali con i loro particolari macabri, oppure preferite le romantiche, dolcissime fiabe della Disney, in cui tutti vissero felici e contenti?

“Nera-mente” è una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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