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Ecco quello che qualsiasi investitore deve sapere sui certificati

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Negli ultimi anni i Certificates sono tornati a essere molto utilizzati nel mondo della finanza italiana. Non a caso, l’Italia si è anche posizionata al secondo posto in classifica per il grande utilizzo dei Certificates tra gli investitori, in passato. Questi certificati vengono utilizzati principalmente con finalità di trading ma possono esser utili anche per investimenti di altro genere.

Cosa sono i Certificates?

Partendo dal presupposto che i Certificates si sono davvero affermati con forza nell’universo finanziario del nostro Paese sin dal secolo scorso, è importante per un investitore conoscere ogni aspetto di questo potente strumento. Ebbene, come spiegato da Borsaitaliana i certificates sono strumenti finanziari derivati cartolarizzati che vengono emessi dalle Banche di investimento, chiamate anche emittenti dei certificati, con lo scopo di offrire ad ogni investitore tutto ciò di cui ha bisogno per affrontare al meglio ogni ipotetico scenario di mercato, sia positivo che negativo. Da un punto di vista pratico, i Certificates sono composti da una serie di strategie suddivise in opzioni (una combinazione di contratti finanziari, per intenderci), volte a permettere all’investitore di usufruire di un flusso cedolare periodico o di correre al riparo con l’ottimizzazione dell’investimento, nel caso in cui lo stesso subisca una flessione al ribasso.

Il mittente del certificato riesce ad assemblare le varie opzioni grazie alla vendita delle cosiddette azioni Over The Counter, cioè titoli non riconosciuti dai mercati regolamentati, la cui negoziazione avviene al di fuori dei circuiti borsistici ufficiali.

Dove avviene la negoziazione dei Certificates?

La negoziazione dei Certificates avviene principalmente sul mercato SeDex, nient’altro che un segmento della Borsa Italiana, ma possono avvenire anche su quello Cert-X di proprietà della medesima società. Da un punto di vista fiscale, i Certificates godono della massima efficienza, con un’aliquota fiscale applicata alle plusvalenze pari al 26%. Questo avviene in quanto si tratta comunque di una serie di strumenti finanziari che generano dei redditi differenti, a prescindere che si tratti di plusvalenze che di minusvalenze.

Cosa sapere prima di acquistare i Certificates?

Prima di procedere con l’acquisto dei Certificates, gli investitori dovrebbero esser a conoscenza di alcuni concetti importanti utili a non commettere passi azzardati, soprattutto in relazione alla scelta dei migliori certificati di investimento. Ecco cosa considerare, quindi:

  • Valutare il mittente: per prima cosa, è necessario valutare la credibilità del mittente. Solitamente, quando si parla di una “figura finanziaria” di questo tipo, si intende una divisione Investment Banking di una grande potenza bancaria ma può anche non essere necessariamente così. Ciò che è certo è che è bene prendere sempre in considerazione l’affidabilità creditizia del mittente, in quanto all’acquisto del Certificate il “rischio emittente” rimane sempre a chi acquista il certificato e non a chi lo vende;
  • Valutare lo Strike Price, cioè il valore iniziale dell’attività finanziaria sottostante. Si intende, in parole povere, il prezzo dell’attività finanziaria sottostante nel momento in cui si attua la prima valutazione iniziale;
  • Multiplo: si parla del rapporto tra il valore nominale del certificato, spesso di 100 euro con il valore dell’attività finanziaria sottostante, cioè lo Strike Price. In altri termini, viene espresso cosa e quante unità di sottostante controlla il Certificate.

I Certificates sono realmente flessibili

Acquistando un Certificate è possibile scegliere se e come proteggere il capitale, se procedere con il guadagno anche in caso di un eventuale ribasso e il tipo di condizioni da applicare nel caso in cui si dovessero verificare alcune ipotesi “messe su carta” al momento dell’acquisto. Insomma, parliamo di uno strumento realmente molto flessibile e che fornisce diverse possibilità di scelta ad ogni acquirente ed investitore sulla gestione del proprio capitale.

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